Sblocca-Italia, dov’è il decreto? Governo “dilettante” contro burocrati “ostili”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 10:42 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 10:46
Sblocca-Italia, dov'è il decreto? Governo "dilettante" contro burocrati "ostili"

Sblocca-Italia, dov’è il decreto? Governo “dilettante” contro burocrati “ostili”

ROMA – Sblocca-Italia, dov’è il decreto? Governo “dilettante” contro burocrati “ostili”. Che fine ha fatto lo Sblocca Italia? E il decreto Giustizia? A 13 giorni dall’approvazione al Consiglio dei Ministri degli urgentissimi decreti si sono perse le tracce. Di certo non li ha ricevuti la Gazzetta Ufficiale che doveva pubblicarli. Non sono sul tavolo di Giorgio Napolitano che li attende ansioso per controfirmarli.

Dal Governo si accusano nemmeno troppo velatamente gli alti papaveri della burocrazia (“tecnici della Prima Repubblica da cui non accettiamo consigli”) ostinati a rallentare il corso legislativi dei tagli ai maxi-stipendi (il capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi, Antonella Manzione ha parlato di “trappole e diffidenze”).

Dagli uffici deputati a redigere i provvedimenti, a correggere eventuali errori, insomma a costruire materialmente i decreti, filtrano giudizi impietosi sul velleitarismo dei “giovani” al potere, sul dilettantismo giuridico e sulla presunzione di accentrare tutto sul tavolo del presidente del Consiglio e non cercare di farsi amici almeno una parte dei burocrati.

“Quello che è grave, e che non ho mai visto in vita mia, è che è lentissima l’attività spicciola: la lettera a favore di un’amministrazione; la direttiva che sblocca una cosa; la correzione dei tanti piccoli errori che è fisiologico fare nell’attività spicciola. E’ sconcertante”. Lo sfogo del burocrate non è isolato. “La Manzione è un’ottima persona – dice un collaudato capodipartimento («Ho lavorato con 10 governi, forse più») dietro l’assicurazione dell’anonimato – Ma qui è la squadra che non gira. Accentrare tutto sulla scrivania del presidente del consiglio non può funzionare. Fisicamente. Il governo non è una giunta comunale. E se gli italiani percepiscono un messaggio del tipo ”armiamoci e partite” si corrono brutti rischi […]

L’accusa è chiara: la rivoluzione generazionale, politica e burocratica, ha determinato anche dilettantismo e velleitarismo. Quanto pesa l’acredine per l’emarginazione dei buro-matusalemme? Difficile dirlo. “Non nascondo un qualche rancore per le modalità sbrigative con le quali mi hanno sfilato alcune indennità – sibila un terzo superburocrate al telefono – Ma non vedo tracce di rivolte e sabotaggi. Quello che colpisce – spiega il funzionario nella pausa di una riunione – è che per la prima volta a memoria d’uomo un governo non cerca alleati fra i burocrati. Ne basterebbero 100-200 per far camminare il programma dell’esecutivo su piedi buoni e di buona lena. Invece non si distingue fra ”buoni” e ”cattivi” e neanche fra ”fedeli” e ”inaffidabili”. Non lo vogliono fare o non sono capaci? Non si capisce”. (Diodato Pirone, Il Messaggero)