Sblocca Italia, Napolitano ha firmato il decreto: tutte le novità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 22:14 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 22:14
Sblocca Italia, Napolitano ha firmato il decreto

Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

ROMA – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto Sblocca Italia ed è imminente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un provvedimento “corposo”: 44 articoli suddivisi in dieci capi, ‘bollinati’ giovedì dopo 14 giorni dal varo in Consiglio dei ministri, con cui si mettono a disposizione “risorse vere, già stanziate ma inutilizzate”, ha detto il ministro alle infrastrutture, Maurizio Lupi.

Deroga al patto di stabilità interno, misure per incentivare acquisto e affitto delle abitazioni, semplificazioni per le ristrutturazioni alcune delle novità inserite nel testo definitivo, tra l’altro, sono confermati gli interventi anti-dissesto idrogeologico, il sostegno al made in Italy, il rilancio dei project bond, il potenziamento dell’operatività di Cassa depositi e prestiti, il potere sostitutivo del premier sull’uso dei fondi Ue, la valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati (in particolare del demanio militare).

IL ‘PACCHETTO CASA’ – Anche ai privati vengono estese le agevolazioni già previste per gli alloggi sociali del ‘rent to buy’, l’affitto più la promessa di acquisto: chi vende affitta prima l’immobile bloccando il prezzo finché chi compra non è in grado di accedere al finanziamento bancario. Semplificazioni per i lavori di ristrutturazione (esclusi quelli che aumentano la cubatura): per frazionare o accorpare appartamenti e per lavori che non prevedano interventi strutturali, basterà la sola comunicazione di inizio lavori. Sconto del 20% (fino a 300mila euro) per chi compra casa e la affitta a canone concordato per 8 anni. Il ministero si attiverà con l’Anci per aggiornare l’istituto. Una misura pensata per “risolvere l’emergenza affitti”.

RIPARTONO LE GRANDI OPERE – I “simboli” sono l‘alta velocità Napoli-Bari (4,5 miliardi disponibili, prima pietra a novembre 2015 e 4mila posti di lavoro a regime nei 7/8 anni che serviranno per completarla) e la Palermo-Messina-Catania (2,2 miliardi, 2mila posti di lavoro, primo lotto la tratta Catania-Enna per 950 milioni di euro). Obiettivo: dimezzare i tempi di percorrenza delle tratte. Michele Elia, amministratore delegato di Fs, sarà commissario. Nessuna deroga sugli appalti. Sbloccate anche le infrastrutture aeroportuali, che con l’ok al piano regolatore non avranno più bisogno di autorizzazioni puntuali per ogni singola opera. Ok anche al contratto di programma e servizio con Rfi “che sblocca tutti i lavori” per la rete ferroviaria.

AI COMUNI 550 MILIONI IN DEROGA AL PATTO – Per le piccole opere arriva un nuovo allentamento del Patto di stabilità interno di 550 milioni di euro in 2 anni. Per le opere segnalate dai sindaci a Palazzo Chigi ci sono 250 milioni per il 2014, cui si sommano altri 300 milioni (200 ora, 100 il prossimo anno) per i Comuni che hanno risorse e vogliono investire in opere pubbliche sul loro territorio. Ma ci saranno anche altri 400 milioni destinati ai Comuni nei 3,9 miliardi (che arrivano in parte dal Fondo revoche) messi a disposizioni per le opere cantierabili al 31 dicembre 2014, 30 giugno e 31 agosto 2015. Se non parte il cantiere i fondi vengono ritirati. Scende da 200mila a 50mila la soglia per accedere alla defiscalizzazione per i privati che propongono opere non strategiche (con tetto a 2 miliardi).

AUTOSTRADE E BANDA LARGA – Confermato lo sconto fiscale “del 50%” per chi investe nelle ‘aree bianche’ per la banda larga. Per la prima volta, dice Lupi, “alle reti digitali è dato lo stesso valore strategico per il Paese di quelle materiali”. Confermata anche la revisione delle concessioni autostradali che possono smuovere “almeno 10 miliardi di euro di privati già cantierati, parte dei quali già notificati a Bruxelles”.

PIANO PORTI E LOGISTICA – Arriverà “entro 90 giorni”, con un “disegno strategico” che tenga insieme “porti, interporti e ferrovie” prevedendo distretti e accorpamenti, “per una gestione più razionale e non concorrenziale”.