Schifani blocca Berlusconi e Bossi: “Fini non è sfiduciabile, è incostituzionale”

Pubblicato il 10 Settembre 2010 11:57 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2010 13:13

Renato Schifani

Ormai sembra diventato un tormentone di Pdl e Lega: sfiduciare Fini in Parlamento, magari chiedere anche il voto dell’Aula su questo, andare da Napolitano e chiedere la testa del presidente della Camera. Ma oggi arriva proprio dal Pdl una voce fuori dal coro che blocca gli entusiasmi. E’ quella del presidente del Senato, Renato Schifani, che dice: Fini non si può sfiduciare, è incostituzionale.

”Per regolamento e Costituzione il presidente Fini non è sfiduciabile – osserva la seconda carica dello Stato – Esercita il suo ruolo con autorevolezza e imparzialità che gli viene riconosciuta. Altre sono le valutazioni politiche su cui il presidente del Senato non interviene. Sotto il profilo costituzionale e regolamentare il presidente della Camera non puo’ essere oggetto di sfiducia a meno che non si fosse macchiato di responsabilità delle quali non mi risulta essersi macchiato”.

Voto anticipato trauma per la democrazia. Il presidente del Senato dice anche no alla possibilità di un voto anticipato. ”Gli italiani chiedono l’attuazione del programma e pretendono governabilità – sostiene – Le elezioni anticipate sono sempre un trauma per la democrazia e vanno evitate a meno che non ci siano situazioni e circostanze tali e irreversibili che innescano una crisi irrisolubile. E’ chiaro che l’ultima parola spetta al capo dello Stato”. A chi gli chiede che ci sia più ottimismo rispetto alle scorse settimane Schifani risponde: ”Me lo auguro e spero di sì”.

”L’opinione pubblica – ricorda Schifani – chiede che venga realizzato il programma che ha votato; gli italiani non desiderano andare alle urne con cadenze troppo ravvicinate. Hanno gia’ scelto con il loro voto il governo, il premier, la maggioranza che ritenevano meglio li potesse rappresentare e chiedono governabilità con l’attuazione del programma da loro votato. Ogni interruzione anticipata della legislatura e’ un evento traumatico e deve trovare motivazioni e cause e circostanze gravi e irreversibili. Troppe tensioni dilaniano inutilmente il Paese – prosegue – che in questo momento ha bisogno di vedere risolti i problemi che la crisi economica ha posto sul tappeto”.

Faro di ogni scelta è la Costituzione. ”Punto di partenza e faro per ogni scelta – aggiunge Schifani – è e rimane la Costituzione tirata in ballo durante questa calda estate con ragionamenti e riflessioni ma soprattutto interpretazioni piu’ o meno condivisibili. In questa disputa accesa e a volte priva dei necessari contenuti giuridici, abbiamo assistito a dichiarazioni eterogenee, contrastanti tra loro, univoche solo per appartenenza ideologica e partitica sulle quali mi sembra opportuno cercare di dare chiarezza. Ognuna di queste dichiarazioni – aggiunge ancora – attribuisce alla Costituzione contenuti, interpretazioni, che nascono da esperienze maturate nel corso degli anni e che tengono conto di situazioni tra loro eterogenee dettate dalle diverse leggi elettorali che si sono succedute nel tempo”.

Napolitano punto di riferimento. ”Il presidente Napolitano – continua il presidente del Senato – ha da sempre svolto il suo alto incarico con assoluta trasparenza, autentico equilibrio, ferma saggezza. Ha garantito la funzionalità del sistema. E’ e rimane un punto di riferimento fondamentale a maggior ragione in momenti di turbolenza politica quando diviene indispensabile la sua posizione terza che guardi con vera obiettività al bene del Paese. A lui va pertanto la nostra stima e fiducia”.

Sempre possibili ampie convergenze. ”Dobbiamo bandire interessi personali e contrapposizioni sterili fine a se stesse e improduttive – sottolinea la seconda carica dello Stato – Noi dobbiamo onorare il patto che abbiamo stipulato con gli italiani, perche’ senza riforme il Paese si siede e invecchia. E ampie convergenze sono sempre possibili e virtuose, soprattutto per le riforme; il bene del popolo italiano sopra tutto, prima di tutto”.