Scilipoti alla Meloni: “Io trasformista? Quando votai per Berlusconi le salvai il posto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2019 11:56 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2019 11:56
Domenico Scilipoti a Giorgia Meloni: "Io trasformista? Quando votai per Berlusconi le salvai il posto"

Domenico Scilipoti in una foto Ansa

ROMA – Giorgia Meloni usa la “metafora Scilipoti” per dare del voltagabbana a Di Maio. E Domenico Scilipoti non la prende benissimo, ricordando alla leader di Fratelli d’Italia che, quando votò la fiducia al governo Berlusconi (all’epoca Scilipoti era nell’Italia dei Valori), salvò la poltrona all’allora ministro…Meloni. Scilipoti è intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Scilipoti ricorda la fiducia al governo Berlusconi.

Giorgia Meloni ha detto ‘In quanto a trasformismo, Scilipoti a Di Maio gli può allacciare le scarpe’. “Io non votai la fiducia, io non votai la sfiducia. La sfiducia allora l’aveva presentata Fini insieme a un accordo con PD e l’Italia dei valori. Quel governo era eletto dal popolo e volevano sostituirlo con un presidente del Consiglio che si chiama Profumo. Io non condividevo l’atteggiamento che l’istituto che lui dirigeva nei confronti dei cittadini. Giorgia Meloni era allora all’interno del PDL, era ministro e alla fine mi elogiò per la scelta coraggiosa che avevo fatto.

Fini aveva creato la crisi, voleva sostituire quel governo eletto dal popolo con un governo tecnico. Io glielo dissi che era un atto di scorrettezza. La sinistra mi attaccò pesantemente perché loro avevano in testa di abbattere Berlusconi. La Meloni non soltanto dice una bugia, ma è anche ingrata nei confronti di chi in quel momento difficile si è caricato sulle spalle la responsabilità di una scelta che andava contro il Paese. La mia storia è diversa da quella che loro dicono. Qualcuno si riempie la bocca parlando di modello Scilipoti, senza conoscere la storia. Non si può dire la stessa cosa di Meloni e Salvini che la storia la conoscono bene, quindi o hanno perso la memoria e non vogliono ristudiarla oppure c’è qualche manovra messa in atto che non riesco a capire completamente.

Io spiegai la mia posizione in aula, siccome allora c’era questo accanimento nei miei confronti, hanno fatto una serie di verifiche per vedere se il mio voto era stato comprato, hanno cercato nei conti correnti e non hanno trovato niente, poi hanno aperto un processo a mio carico, ho sofferto per 8 anni, ne sono uscito pulito e posso dire a testa alta che la mia scelta è stata politica nell’interesse del Paese. Col senno di poi dico che ho fatto benissimo a prendere questa decisione”.

Sulla fase politica attuale.

“Oggi la politica si ferma soltanto agli slogan. C’è un passo della Bibbia di Isaia che dice: il mio popolo ha come oppressore dei bambini e delle donne. Oggi ci sono dei bambini, inteso come atteggiamento, che sono alla guida del Paese Italia. Ci sono anche delle donne di facili costumi che prima avevano un ruolo minimale all’interno della società e che oggi ricoprono ruoli determinanti nel Paese Italia. Questo versetto di Isaia potrebbe essere una profezia applicabile all’Italia. Il governo che hanno varato oggi, mi auguro che quello che hanno detto corrisponda alla realtà e che possano fare qualcosa di buono per il Paese, ma la vedo molto brutta perché le differenze di pensiero e culturale sono molto alte. Aver concordato un governo prima con Salvini sbagliando e ora col PD sbagliando, significa rinnegare quel modello che i 5 Stelle avevano dato agli italiani che era la rivoluzione di un modello complessivo generale”. (Fonte Radio Cusano Campus).