Scilipoti supereroe: “Vado in Somalia per i marinai sequestrati. A mie spese”

Pubblicato il 26 Maggio 2011 11:23 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2011 11:23

Domenico Scilipoti (foto LaPresse)

ROMA – Fino a qualche mese fa era un perfetto sconosciuto o quasi. Domenico Scilipoti era uno dei 630 deputati della Camera eletto in Sicilia con l’Italia dei Valori. Dopo il 14 dicembre, il salto del fosso e la creazione di Iniziativa Responsabile, ora è uno dei più attivi e visibili. Almeno sui giornali.

L’ultima proposta del responsabile Scilipoti è arrivata mercoledì 25 maggio e suona più o meno così: “Vado in Somalia a spese mie e non torno senza i marinai della Savina Caylyn”, ovvero la nave con cinque italiani a bordo sequestrata dai pirati lo scorso otto febbraio.

Così, dopo le battaglie sull’usura (è previsto un suo intervento sabato in Sicilia in un evento organizzato da Forza Nuova) e medicine alternative, ora Scilipoti pensa all’odissea dei marinai sequestrati: “Il tormento e la disperazione dei familiari va rispettato – spiega Scilipoti – e va data anche una risposta ferma e decisa con l’appoggio totale del governo. Non possiamo abbandonarli, anche se apprezzo il lavoro fin qui svolto dal ministro degli Esteri Franco Frattini. Serve una delegazione di cui sarei felice di far parte a spese mie, che vada in Somalia fino alla completa soluzione della questione”. “Sono pronto – aggiunge -ad andare in Somalia a trattare coi pirati. A mie spese”. Il Giornale ironizza e invita a chiamarlo “Supermimmo”.

Sempre mercoledì, in un convegno organizzato in provincia di Messina, Scilipoti ha illustrato anche la sua posizione in materia di aborto: “L’esperienza della maternità è per la donna la risposta al bisogno di pienezza e felicità che insita nel suo cuore, pertanto – continua Scilipoti – bisogna recuperare questa dignità e riprendere in mano un tema antico, ma rinnovato nell’azione materna, come l’Amore.Sono completamente d’accordo al diritto alla vita e abiuro l’aborto, che potrebbe essere considerato un omicidio che va a negare il dono più grande quello della Vita. La tragedia dell’aborto lascia nell’animo femminile tracce indelebili, ferite aperte nella memoria e nella sfera sentimentale, spesso addormentate e irrisolte, che a distanza di anni irrompono prepotentemente nel presente attraverso patologie psicologiche di varia natura. Aiutiamo le donne a non uccidere anime innocenti – conclude Scilipoti – negando a quest’ultime il primo sacrosanto diritto che è quello di nascere”.

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