Scissione Pdl “decisa in Vaticano”: alfaniani riuniti da Ruini e Fisichella

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2013 10:28 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2013 10:28
Scissione Pdl "decisa in Vaticano": alfaniani riuniti da Ruini e Fisichella

Camillo Ruini (Foto Lapresse)

CITTA’ DEL VATICAO – La scissione del Pdl? Si è decisa in Vaticano. “I cattolici (leggasi alfaniani, nds) da una parte, i laici (leggasi berlusconiani) dall’altra”, era stato stabilito negli incontri in un appartamento vicino a Piazza Pio XII, nella cittadella papale, scrive Claudio Tito su Repubblica.

Incontri regolari, più frequenti a partire da settembre, a cui partecipavano ministri ed esponenti del centrodestra e del centro, mai della sinistra, Pd compreso. Sempre presenti i due ministri del Pdl Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello e l’ex montiano di Scelta Civica Mario Mauro. In qualche occasione si è fatto vedere anche il vicepremier e ministro dell’Interno (oltre che ex segretario del Pdl) Angelino Alfano.

Le riunioni, secondo quanto scrive Tito, erano organizzate da monsignor Rino Fisichella, ex cappellano di Montecitorio ed ora titolare del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Obiettivo: “restituire una nuova unità politica dei credenti”, ovvero riunire gli esponenti cattolici del centro di Scelta Civica e del centrodestra “deberlusconizzato”. E magari, scrive Tito, attrarre anche i cattolici del Pd contrari all’iscrizione nel Partito socialista europeo e poco favorevoli all’ascesa di Matteo Renzi, non gradito, per esempio, all’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori.

Oltre a Fisichella regista degli incontri sarebbe stato monsignor Camillo Riuni, ex presidente della Cei. I progetti di Ruini sono stati “assecondati” solo dalle diocesi più vicine all’ex presidente Cei: quella di Milano e del suo vescovo Angelo Scola, quella di Genova con Angelo Bagnasco, e quella di Venezia e del suo patriarca Francesco Moraglia. E solo da alcune associazioni cattoliche, come Comunione e Liberazione, a cui appartengono i ministri Lupi e Mauro (oltre allo scissionista Roberto Formigoni), e Rinnovamento nello Spirito Santo. 

Ma l’iniziativa non è stata approvata dalla Segreteria di Stato Vaticana. Secondo Tito

Anzi, molti sospettano che la Conferenza episcopale, guidata da un altro ruiniano come Bagnasco, si sia mossa approfittando dell’assenza del successore di Bertone al vertice della Curia. Pietro Parolin, infatti, sebbene nominato da tempo, si insedierà a Roma concretamente solo oggi. E pur stando a Padova non avrebbe gradito l’interferenza di una parte della Cei nei fatti della politica italiana. Anche perché Papa Bergoglio, fin dall’inizio del suo pontificato, ha sempre spiegato di volersi attenere ad una linea di “non intervento” nelle questioni dei partiti lasciando spazio al protagonismo dei laici.