Scontri a Roma, Maroni: "Divieto di caschi e maschere nei cortei"

Pubblicato il 25 ottobre 2011 19:01 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 19:07

ROMA, 25 OTT – Divieto di portare caschi protettivi e maschere antigas nelle manifestazione pubbliche, introduzione dei reati di possesso e lancio di materiale pericoloso. Si arricchisce il pacchetto sui 'cortei sicuri' che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si prepara a portare in Consiglio dei ministri.

Maroni, nel corso di un'informativa alla Camera sugli scontri dello scorso 15 ottobre a Roma, ha fatto l'elenco delle misure in via di definizione: Daspo, per impedire temporaneamente la partecipazione a manifestazioni di coloro che sono stati denunciati o condannati per reati tipici delle manifestazioni pubbliche o legati a episodi di violenza o all'uso delle armi; estendere anche alle pubbliche manifestazioni l'arresto in flagranza per reati tipici delle manifestazioni pubbliche; introdurre i reati di possesso, utilizzo e lancio di materiali pericolosi, prodotti esplodenti e fumogeni, bastoni, mazze e altri oggetti contundenti, nonche' il temporaneo ricorso, fino al 30 giugno 2013, al cosiddetto arresto differito entro le quarantotto ore dal fatto.

Previste anche maggiori tutele per gli operatori delle forze di polizia: estensione alle manifestazioni pubbliche dell'aggravante, gia' prevista per quelle sportive, di lesioni gravi e gravissime a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico.

Ai responsabili delle aggressioni e delle violenze, ha sottolineato Maroni, ''potranno così essere estese le piu' severe sanzioni della reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime''.

Per assicurare poi l'effettivita' delle sanzioni previste per il reato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, anche ai fini dell'applicazione della custodia cautelare in carcere, ha aggiunto, ''voglio intervenire anche in materia di aggravanti, in modo da neutralizzare nel computo della pena concretamente applicabile gli effetti delle circostanze attenuanti''.

Si sta inoltre approfondendo una specifica norma a garanzia dell'attivita' degli operatori di polizia indagati per fatti commessi in servizio di ordine pubblico attraverso l'intervento del procuratore capo, cui spettera' procedere in tali casi, sottraendo, quindi, la competenza immediata al primo sostituto procuratore.

''E' evidente – ha osservato il ministro – che si tratta di una norma richiesta dai poliziotti e dai carabinieri, che hanno manifestato in tutti questi anni, dagli incidenti di Genova in poi, una sorta di timore psicologico ad intervenire. Dobbiamo dare loro la certezza che non possano passare dall'essere coloro che mantengono l'ordine pubblico all'essere i colpevoli delle violenze nelle manifestazioni di piazza: i colpevoli sono gli altri, non possono essere carabinieri, poliziotti e forze di polizia''.

Infine, ha concluso, ''vi e' la misura che e' risultata la meno condivisa e la piu' controversa, sulla quale mantengo la mia convinzione, cioe' la previsione di una forma di garanzia per il ristoro di tutti i danni arrecati a persone o cose nel corso delle manifestazioni''.