Scontri di Roma, Pietro Calogero: “Il 7 Aprile non c’entra niente. C’era un attacco allo Stato, oggi no”

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 11:55 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 11:55

Alcuni attimi degli scontri a Roma dello scorso 14 dicembre

La proposta di arresto preventivo per i manifestanti violenti non convince il magistrato Pietro Calogero. Lui ora è procuratore generale di Venezia ma negli anni’70, alla procura di Padova, con il processo ‘7 Aprile’ portò alla sbarra i capi di ‘Autonomia operaia’, da Toni Negri a Oreste Scalzone.

Oggi, di fronte agli scontri di Roma del 14 dicembre e agli allarmi lanciati da Maroni e Gasparri, dice in un’intervista alla Stampa: ”Invocare oggi un nuovo ‘7 aprile’ è una sciocchezza. Quegli arresti furono frutto di una indagine di anni di lavoro condotti nel pieno rispetto della legalità, ci tengo a precisarlo. Riproporli oggi equivale a dare una risposta emotiva sbagliata”.

”Non credo che serva oggi una legislazione emergenziale – aggiunge Calogero – perché escludo che vi sia qualcosa di strategicamente orientato a un progetto eversivo e non credo che lo Stato si debba attrezzare preventivamente con una legislazione orientata verso un pericolo che allo stato non c’è”.