Scontro tra Fini e Romano: "Indagato, si dimetta", "No, prima lui"

Pubblicato il 16 ottobre 2011 16:54 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2011 17:01

NAPOLI, 16 OTT – Sulla crisi, ''il Governo ha preso in giro se stesso e gli italiani, negando l'emergenza fino a un minuto prima che esplodesse''. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parla a Napoli ad una manifestazione di Futuro e Liberta'.

L'attacco all'esecutivo si concentra sui temi economici, sul rapporto con la Lega (''insulta in modo intollerabile ogni giorno il Sud e si tengono gli occhi chiusi, pur di continuare a governare'') e sulla legalita': nel mirino c'e' il ministro delle politiche agricole, Saverio Romano, che secondo Fini dovrebbe dimettersi, essendo indagato ''per reati particolarmente inquietanti''.

''Chi ha una certa idea del centrodestra e della politica vorrebbe che, come in tutte le democrazie europee, per opportunita' e non per colpevolezza accertata ci si dimettesse anche per reati molto meno inquietanti di quelli che lo riguardano'', dice Fini. E ripete che, a suo avviso, chiunque sia indagato, rinviato a giudizio o condannato in primo grado dovrebbe lasciare gli incarichi istituzionali ricoperti.

A stretto giro arriva la replica dell'interessato: ''Fini e' un insolente. Ha capitanato una mozione di sfiducia nei miei confronti che e' stata bocciata dal Parlamento. E' il capo di un partito che approfitta del ruolo istituzionale, cosa che dovrebbe metterlo nelle condizioni di un impeachment vero e proprio. Si dimetta da presidente della Camera e un minuto dopo seguiranno le mie dimissioni''.

In tema di legalita', Fini torna a sottolineare il ruolo essenziale di magistratura e forze dell'ordine (''capisaldi della democrazia''), ringrazia uomini e donne in divisa per il lavoro di ieri a Roma, critica aspramente i tagli ''alle gia' esigue risorse'' a loro disposizione. La legge, aggiunge, e' uguale per tutti: non si puo' dare l'impressione, ''come troppe volte e' accaduto'', di poterla ''piegare a proprio vantaggio'' se si dispone di ''mezzi, conoscenze e strumenti''. E se gli italiani potessero indicare priorita' al Parlamento ''non inserirebbero certo intercettazioni e processo breve''. L'economia e' l'altro filone su cui si concentra il leader di Futuro e Liberta', che in citta' vede anche il direttivo dell' Unione industriali e ha un breve incontro con il sindaco De Magistris. Fini rilancia il patto generazionale, usando eventuali sacrifici in campo pensionistico per aiutare i giovani in cerca di lavoro, e attacca il no di Berlusconi alle ipotesi di patrimoniale: ''Confindustria non le ha escluse, lui le respinge per non inimicarsi 'l'elettorato di riferimento', come se non lo avessero votato anche i disoccupati''. Intanto le tasse ''sono drammaticamente aumentate''. E la crisi ''veniva negata fino a poco fa'' da Berlusconi e Tremonti; si dipingeva un'Italia ''da Mulino bianco'', ''confondendo propaganda e politica''. .