Scorie nucleari deposito, arriva decreto per il dove. Può farlo solo governo scaduto

di Riccardo Galli
Pubblicato il 22 marzo 2018 10:14 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 10:14
Scorie nucleari, deposito in Italia, arriva decreto per il dove. Può farlo solo governo scaduto

Scorie nucleari deposito, arriva decreto per il dove. Può farlo solo governo scaduto (foto Ansa)

ROMA – Scorie nucleari, all’Italia serve da decenni un deposito, un sito dove collocarle.

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L’Italia tutta, governi, Parlamenti, opinione pubblica, comunità, partiti, sindacati, sindaci, parroci e mamme…lo sa da decenni. Ma da decenni non vuole saperlo. Sono scorie nucleari italiane, derivanti da quando in Italia c’erano centrali nucleari. Le abbiamo stoccate, a pagamento salato, all’estero. Ma sta scadendo il tempo, era un affitto e dall’estero ce le rimandano indietro. Quindi dobbiamo, da anni e anni, decidere dove sarà in Italia il loro deposito.

Ma nessuno governo in carica nella pienezza dei suoi poteri l’ha mai davvero deciso. O meglio, nessun governo in carica può permettersi di decidere il dove del deposito scorie nucleari in Italia. Non appena compare un dove, subito istituzioni e popolazione locale si mobilita e ribella. Il Governatore della Regione interessata, il sindaco, i sindaci, le campane delle chiese, i partiti e le associazioni civiche. Si formano comitati e genitori vanno in tv a dire: non avvelenate i nostri figli…

Insomma se un governo in carica e nella pienezza dei suoi poteri indica il dove del deposito scorie nucleari paga pegno, pegno salato. E si trova probabilmente nella condizione di non gestire la situazione (che fa, manda la polizia?). E quindi un governo in carica nella pienezza dei suoi poteri se indica il dove poi finisce per fare marcia indietro, rivedere, rimandare, istituire nuova commissione di studio…

Ma non ci sono evidenze ed argomenti geologici od orografici che tengano. Non c’è cantone o angolo d’Italia che i suoi abitanti non proclamino a rischio sismico o idraulico o franoso o quanto altro non appena venga individuato come possibile sito scorie nucleari. Per non contare come ogni cantone e angolo venga dichiarato impossibilitato alla bisogna perché, ovviamente, zona di pregio paesaggio e arte…

Quindi un governo in carica nella pienezza dei suoi poteri e che deve durare oltre il tempo della decisione sul dove del deposito non decide e se decide poi fa marcia indietro. E’ già successo, più volte.

Ora il governo che c’è, governo scaduto che sta lì in attesa di un altro governo, annuncia a breve un decreto sul dove il deposito scorie nucleari. Non lo decidono a caso, sono anni e anni di studi scientifici. Basta trasferire l’esito degli studi in decreto. Ma lo può fare soltanto un governo che poi non paga pegno per la semplice ragione che poi non c’è più.

Qualcuno mugugna e contesta al governo di fatto scaduto di non avere l’autorità politica (quella legale ce l’ha eccome) per un simile decreto. Questo qualcuno (e sono tanti) non si rende conto che così facendo questo governo fa un favore al governo che verrà. Lo fa trovare infatti di fronte ad una decisione di responsabilità già presa e lo esenta almeno in parte dal dazio della protesta. E questo governo con questo decreto fa un favore all’Italia tutta. Che deve, non può non avere un deposito delle sue scorie nucleari. Ma mai riuscirebbe a decidere dove se non la facesse un governo scaduto cui dare la colpa di essersi preso una responsabilità.

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