Monti e Grilli: “No scudo anti-spread per ora, no dramma se lo chiederemo”

Pubblicato il 9 settembre 2012 11:10 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 11:27
Mario Monti e Vittorio Grilli

Mario Monti e Vittorio Grilli (LaPresse)

CERNOBBIO (COMO) – L’Italia non ha bisogno dello scudo anti-spread. Ne è convinto il premier Mario Monti, che però sottolinea che se anche un giorno lo chiederà “non sarà un dramma”. Anche Vittorio Grilli, ministro del Tesoro, crede che al momento il Paese non ha bisogno degli aiuti della Bce. Dichiarazioni di Monti e Grilli che arrivano proprio mentre il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy sollecita l’Italia a proseguire il cammino delle riforme avviato dal governo tecnico.

Grilli ha detto da Cernobbio: “Lo abbiamo già detto tante volte, in questo momento riteniamo di non aver assolutamente bisogno. La nostra opinione sugli aiuti non è cambiata, come avete sentito dal Presidente del Consiglio, noi in questo momento riteniamo di non aver assolutamente bisogno”.

Grilli non si sbilancia sulle prossime previsioni economiche dell’Italia, che dovranno essere preparate entro il 20 settembre, e ribadisce l’impegno di bloccare i futuri aumenti Iva con la prossima legge di stabilità. Il nodo che dovranno affrontare i Paese europei è però quello delle riforme.

L’Italia ha incassato i complimenti del commissario europeo Joaquin Almunia ma anche il monito di Van Rompuy ad uno ”sforzo a lungo termine che richiederà sacrifici oggi ma assicurerà crescita e posti di lavoro domani: questo lavoro deve essere fatto. Euro o non Euro, Unione Europea o no”.

Un concetto analogo, rivolto però a tutti gli Stati interessati al piano targato Mario Draghi è il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble dalla Germania: ”Supereremo la crisi di fiducia dell’euro solo se non rallenteremo le riforme”, ha detto in un’intervista al Bild am Sonntag.

Sembra avere opinioni diverse il rappresentante francese del board della Bce, Benoit Coeure: “I Paesi che faranno ricorso allo scudo – ha detto parlando con una radio transalpina -, non dovranno necessariamente varare ulteriori misure di rigore”. L’obiettivo della manovra infatti non è ”imporre austerity su austerity”.

In ogni caso, dopo le decisioni della Bce, le agenzie di rating rimangono prudenti. Standard & Poor’s ha annunciato che non modificheràil rating sui titoli di stato dell’Eurozona: “Il piano antispread annunciato dal Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi probabilmente apporterà dei benefici ai titoli di Stato dell’eurozona, ma al tempo stesso comporta anche dei rischi per quanto riguarda la sua attivazione”.

Meno preoccupata sembra la platea di Cernobbio che ha partecipato ad un sondaggio sull’euro. Dopo l’attuale incertezza, la moneta unica, secondo tre quarti (il 76%) degli imprenditori e manager, è destinata a riprendersi. Solo per il 4% dei 200 votanti l’euro sparirà tra un anno, mentre per il 12% non esisterà più nel giro di tre anni. L’8%, infine, non sa cosa accadrà.

A esprimersi sull’euro è stato anche l’ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, per anni appellato col nome di ‘euro-scettico’. La moneta unica, ha detto nel corso di una conferenza stampa improvvisata all’ultimo, ”è ormai irreversibile, eliminarlo avrebbe un prezzo insostenibile”. Tuttavia, ”i problemi del denaro non si risolvono col denaro, serve la politica”.

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