Scuola/ Abolito il 6 rosso alle medie. Il ministro Gelmini avverte “L’ammissione all’anno successivo non è condizionata”. Intanto molti istituti insorgono, hanno già avviato gli scrutini

Pubblicato il 10 giugno 2009 9:59 | Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2009 9:59

Niente promozioni in extremis di alunni con una media insufficiente. Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini boccia il 6 rosso alle scuole medie, stratagemma usato in passato per l’assegnazione dei debiti formativi alle superiori.

La nota con le disposizioni cui attenersi per le valutazioni finali è arrivata all’ultimo momento,  proprio quando molte scuole avevano già avviato gli scrutini, tramite una lettea firmata dal direttore generale per gli Ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica, Mario Dutto, e inviata  a tutti i presidi delle scuole medie. Insomma niente sufficienze forzate, questo è il diktat che arriva da viale Trastevere, nonostante le scuole godano dell’autonomia in materia di modalità di valutazione. Mentre il mondo dei professori e di molti genitori è già in fermento, i dirigenti scolastici potrebbero essere costretti a riconvocare gli scrutini finali.

Per arginare la legge 169 del 2008 che impone l’obbligo della sufficienza in tutte le materie, alcune scuole medie avevano deciso di mettere in pagella un 6 scritto in rosso. Un modo per segnalare la carenza, ma senza far scattare l’immediata bocciatura. In pratica una sufficienza arrotondata da recuperare prima del successivo anno scolastico.

«Se ci sono delle carenze in alcune materie – recita la circolare – il consiglio può valutare il livello di preparazione raggiunto» e «la possibilità di recupero del ragazzo nel corso dell’anno scolastico successivo». Ma «ai fini dell’ammissione, tutti i voti relativi agli apprendimenti devono avere un valore non inferiore a sei decimi». Per chi è promosso con qualche problema le scuole devono trovare altre «forme per la comunicazione alle famiglie: la scuola può inserire una specifica nota al riguardo nel documento individuale di valutazione».

Pare finita, dunque, l’era di asterischi e parentesi per correggere un giudizio insufficiente: per l’ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato non sono accettate riserve perché come chiarisce la nota “non è  condizionata”.