Piano Scuola 2020-2021: in classe il 14 settembre, ragazzi ad un metro di distanza

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 26 Giugno 2020 17:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2020 9:46
premier conte e ministra azzolina

Piano Scuola 2020-2021: in classe il 14 settembre, ragazzi ad un metro di distanza. Conte e la Azzolina nella conferenza stampa (foto Ansa)

ROMA – Piano Scuola 2020-2021: in classe il 14 settembre, ragazzi ad un metro di distanza. 

Dopo l’accordo con le Regioni e gli Enti Locali, il premier Conte e la ministra Azzolina hanno presentato il Piano Scuola 2020-2021 con cui si dà il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola che avverrà il 14 settembre.

La data del 14 è ufficiale. A dirla nel pomeriggio ai microfoni di SkyTg24 è il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro: “Le scuole riapriranno l’1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c’è la riapertura vera e propria”.  

“Il 20 settembre – ha aggiunto De Cristofaro – spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell’occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente”.

La ministra Azzolina, nel presentare il Piano Scuola 2020-2021 insieme al premier Conte conferma quanto detto da De Cristofaro:

“E’ in corso un confronto per usare altri locali per le elezioni del 20 settembre. Saranno gli Enti Locali insieme al ministero degli Interni a decidere. Personalmente più gli studenti sono a scuola più sono contenta”.

Scuola: in classe a distanza di un metro

Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

“Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche – ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione”, si legge nella bozza.

Nella nuova bozza del Piano Scuola 2020-2021 si prevede che 

il Comitato tecnico scientifico, almeno due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico, aggiornerà, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale”:

Ciò avverrà in considerazione del mutato quadro epidemiologico sia

“per gli alunni e per gli insegnanti all’interno dell’aula, e/o negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni”.

Lucia Azzolina, ha definito l’accordo un “lavoro complesso ma realizzato tutti insieme” in cui è “stata buona politica per il bene della scuola” e si è ottenuto un “risultato importante”.

Scuola, Governo stanzia un ulteriore miliardo di euro

La ministra dell’Istruzione ha ottenuto dal Governo lo stanziamento di un ulteriore miliardo che sarà necessario per far ripartire la scuola in scurezza. 

Il risultato lo ribadisce anche il premier Conte nella conferenza stampa:

“Abbiamo un ulteriore miliardo che stanziamo per ulteriori investimenti sulla scuola, che ci dovrà consentire di avere una scuola più moderna, sicura e inclusiva. E nel Recovery Fund un importante capitolo sarà dedicato proprio agli interventi sulla scuola”.  

Dello stesso avviso Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, che su Twitter scrive:

“Le scuole riapriranno ufficialmente il 14 settembre. Ci sarà 1 mld di euro in più per renderle più sicure, igienizzate ma anche innovative e tecnologicamente avanzate. Perché istruzione e formazione sono fondamentali nelle politiche del Governo. Grande lavoro di Lucia Azzolina”. 

Azzolina: “Assumeremo fino a 50mila persone”

Nell’annunciare il Piano Scuola 2020-2021, la ministra spiega in conferenza stampa che grazie ai fondi si potranno assumere fino a 50mila persone “tra personale docente e non docente con contratto determinato”. E, di pari passo, cresceranno anche gli stipendi “dagli 80 ai 100 euro“. 

Azzolina: “15% degli studenti fuori” 

“Abbiamo creato un software che ci dica quanti metri ci sono in ogni aula, e grazie a questo sappiamo che il 15% degli alunni deve andare fuori dalle classi per rispettare il distanziamento” siega ancora la ministra.

Per farlo evitando così le classi pollaio, dice la ministra, bisogna lavorare sull’edilizia scolastica leggera, sul recupero degli edifici scolastici dismessi e soprattutto nel fare scuola fuori dalla scuola, per usare le parole della ministra.

“Portiamo gli studenti nei cinema, nei teatri, nei musei, facciamo in modo che respirino la cultura di cui hanno bisogno. Portiamo anche i più piccoli al parco quando il tempo lo consente a fare lezione” propone la Azzolina. Che prosegue:

E’ chiaro che abbiamo bisogno di più spazi. Abbiamo creato un software per dirci quanti metri quadrati abbiamo per ogni singola classe, auditorium o palestre”.

“Siamo a circa il 76% dei dati che gli Enti Locali ci hanno fatto avere”. E il 15 % da portare fuori dalle classi si evince proprio da questi dati. 

Oltre a lavorare sull’edilizia scolastica leggera, conclude la Azzolina,”abbiamo ripreso i 3.000 edifici scolastici dismessi. La scuola deve riaprire non solo in sicurezza, ma che sia nuova, più aperta e inclusiva” (fonte: Ansa, Il Fatto Quotidiano, Repubblica).