Scuola, arriva la riforma in Commissione. Zanda: “No alle sostituzioni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2015 16:12 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015 16:12
Scuola, arriva la riforma in Commissione. Zanda: "Nessuna sostituzione"

Scuola, arriva la riforma in Commissione. Zanda: “Nessuna sostituzione”

ROMA – La riforma della scuola, già contestata in piazza e in Parlamento dall’opposizione, arriva in Commissione Istruzione e Cultura del Senato. Ma secondo Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd, non vanno accolte richieste di sostituzione di membri.

La puntualizzazione del capogruppo arriva in risposta a Loredana De Petris, senatrice del Gruppo Misto che aveva chiesto che in Commissione arrivasse, dalla Giustizia, la ex M5S Maria Mussini. Una richiesta respinta dal presidente del Senato Piero Grasso.

Se la richiesta di De Petris fosse passata, osserva Zanda, sarebbe cambiata la composizione della Commissione e l’equilibrio maggioranza-opposizione che per regolamento deve riflettere quello del Parlamento:

“La questione ha evidentissimi e precisi riflessi politici – ha detto Zanda -. L’obiettivo della senatrice De Petris è rovesciare i rapporti tra maggioranza e opposizione nella VII commissione. È l’unica ragione che può spiegare la richiesta dello spostamento di un componente nella Commissione cultura e istruzione nella notte che precede la votazione sull’acquisizione del calendario sulla riforma della scuola”.

“Il buon funzionamento del Parlamento si fonda su pochi pilastri. Innanzitutto sull’osservanza puntuale dei regolamenti senza la quale il Parlamento non solo non può lavorare ma nemmeno sopravvivere. C’è poi il rispetto del ruolo del Presidente del Senato, l’arbitro dei nostri lavori al Senato. Così come il presidente della Camera è l’arbitro dei lavori della Camera. Infine i lavori di qualsiasi Parlamento possono svolgersi regolarmente solo se la maggioranza nelle commissioni coincide con quella dell’Aula. Se così non fosse, il parlamento non avrebbe possibilità di decidere e di legiferare democraticamente. In una democrazia che voglia essere tale, la vita democratica di ogni assemblea non può che essere regolata dal principio di maggioranza”.