Scuola, governo ai prof: deportati immaginari, 38000 assunti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2015 15:56 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2015 16:35
Scuola, governo ai prof: deportati immaginari, 38000 assunti

Scuola, governo ai prof: deportati immaginari, 38000 assunti

ROMA – Nessuna “deportazione” di prof da una parte all’altra dell’Italia, anzi. E 38mila insegnanti già assunti. Il governo, tramite il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, dà alcuni numeri sulle assunzioni nella scuola. Dai numeri di Giannini emerge una “deportazione immaginaria”: sono circa 7mila infatti coloro che per lavoro si sposteranno da una città all’altra, un numero in linea con gli anni passati. Ma con una sostanziale differenza: fino all’anno scorso si spostavano da precari, ora da assunti.

Il ministro ha aggiunto che “ad oggi abbiamo assunto 38mila insegnanti: 29mila ad agosto e 9mila stanotte. Sono 10mila insegnanti in più nella scuola italiana”. E “su questi 38mila, 31mila rimarranno a casa loro senza doversi trasferire in altre province. Fra coloro che si sposteranno – ha aggiunto Giannini – duemila vedranno una mobilità ridotta, nel senso che lo spostamento sarà fra due province vicine. Rispetto all’anno scorso – ha concluso – coloro che si spostano lo fanno per un posto fisso”.

“Complessivamente la mobilità su 100.000 assunzioni è tra il 10 e il 15%. Un dato fisiologico – ha fatto notare il ministro Giannini – in un Paese molto lungo e con un forte squilibrio di posti” ha fatto notare il ministro Giannini ribadendo che il fatto che ci siano più posti a Nord, soprattutto per certe discipline, e più insegnanti abilitati al Sud in alcune materie “è un dato ineludibile”.

“Poi – ha continuato Giannini – ci sarà un secondo blocco di assunzioni, per 55mila posti, giuridicamente effettuate entro settembre, ma che saranno effettivamente in classe entro novembre. Questo secondo blocco di assunzioni – ha precisato – riguarda il cosiddetto organico del potenziamento. Saranno assunzioni che deriveranno dal fabbisogno che le scuole ci comunicheranno tra la fine di settembre e inizio ottobre. Saranno quindi basate su quelle che sono le esigenze tematiche delle scuole”. Per loro la mobilità sarà ridottissima, secondo il ministro, intorno al 5-6%.