Scuola, governo convoca sindacati. Mercoledì anche genitori e studenti

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 0:03 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 0:19
Scuola, governo convoca sindacati. Mercoledì anche genitori e studenti

Scuola, governo convoca sindacati. Mercoledì anche genitori e studenti

ROMA – Sindacati della scuola convocati a Palazzo Chigi, con loro anche i leader Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan e Uil, Carmelo Barbagallo. Dopo l’attacco sferrato dal ministro Maria Elena Boschi (“La scuola solo in mano ai sindacati non funziona“) e il flash mob dei prof sulla bacheca Facebook del premier Matteo Renzi (“Non ti votiamo più“) il governo passa alle maniere “dolci”: gli incontri che avranno al centro il tanto discusso ddl Buonascuola, avverranno a partire dalle 15 di martedì. Il giorno dopo, mercoledì 13, il governo incontrerà anche le associazioni degli studenti e dei genitori.

Ad accoglierli, oltre alla titolare dell’Istruzione Stefania Giannini, ci saranno anche i ministri Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Graziano Delrio e il sottosegretario Claudio De Vincenti. Intanto il ddl procede il suo iter legislativo e sta per approdare in Aula dopo l’ok della commissione Cultura della Camera.

A una settimana esatta dallo sciopero e le manifestazioni di protesta contro la riforma della scuola, e lo scontro Boschi-sindacati, il governo taglia la testa al toro. Alle parole della ministra aveva replicato secca Susanna Camusso: 

“Questa sua idea che la scuola sarebbe proprietà del sindacato è tipica di un governo che non vuole fare i conti col Paese. Viene il sospetto che tanta arroganza che il governo mette nel negare le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola sia il segno che in realtà siano loro a non avere un progetto”.

Oltre alla Camusso, contro il ministro delle Riforme si era scagliata pure la Gilda (i sindacati di base):

“Quando afferma che la scuola è in mano ai sindacati, compie un’opera di vergognosa mistificazione. Lo scorso 5 maggio ha scioperato l’80% degli insegnanti e in piazza a protestare contro una pessima riforma c’era l’intero popolo della scuola. I sindacati – fa notare il coordinatore nazionale Rino Di Meglio – sono soltanto uno strumento organizzativo che ha consentito di far emergere il dissenso. Il Governo, invece di aprire un dialogo, attraverso i suoi esponenti insulta gli insegnanti”.

Maria Elena Boschi, dal canto suo, ha provato a smorzare i toni su Facebook:

“Sulla scuola ho solo detto una piccola e forse banale verità: la scuola funziona se appartiene alle famiglie, agli insegnanti, agli studenti, al territorio. Non solo ai sindacati. Poi è giusto rispettare il lavoro di tutti, anche dei sindacati. Ma forse è anche giusto rispettare le idee altrui. Non ho offeso nessuno. Spero che il clima torni disteso, per un confronto di merito equilibrato e civile. Noi ci siamo, pronti ad ascoltare e senza attaccare nessuno”.

Mentre il ministro Stefania Giannini ha ribadito che il ddl “porterà una rivoluzione educativa”. Ma è evidente che gli insegnanti non intendano stare a guardare come dimostra il bombardamento di post apparsi sulla bacheca Facebook di Renzi: “Noi non voteremo più il Pd perché indignati dal ddl La Buona scuola”. Il testo del messaggio è standard, i mittenti per lo più si dichiarano insegnanti ed “ex” elettori del Pd. Alla fine il governo tenta la via della conciliazione e chiama a raccolta i sindacati.

Se il M5S si dice disinteressato della polemica Boschi-sindacati (ma resta convinto che quella varata dall’esecutivo sia una “pessima riforma”) Sel, invece, stigmatizza tanto le dichiarazioni della giovane giovane ministra quanto le parole della senatrice Puglisi:

“Durissimi attacchi ai sindacati rei di aver portato in piazza decine di migliaia di persone contro la buona scuola del governo invece di stare zitti. Peccato che gli insegnanti si sentono rappresentati dai sindacati e non dal governo. Forse è proprio questa la ragione di tanto livore?”.

E pure all’ex ministra Maria Stella Gelmini pare esagerato l’accanimento:

“Non condivido il fatto di ritenere tutto il sindacato refrattario al cambiamento, non è così”, “io stessa sono sempre stata critica con una parte del sindacato, quella più estrema e più refrattaria al cambiamento però non credo che si debba fare di tutta l’erba un fascio”.

Il ddl comunque continua la sua corsa. Prima di arrivare in Aula, alla Camera (il 14) dovrà ancora superare alcuni esami, primo fra tutti quello della commissione Affari costituzionali, previsto proprio per il primo pomeriggio di martedì. Sempre domani per le classi seconde delle scuole superiori torna l’annuale appuntamento con il test Invalsi, con il concomitante sciopero dei Cobas che da sempre osteggiano “la scuola-quiz”.