Scuola, rinviati i corsi anti-omofobia: Bagnasco e cattolici battono laici e gay

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Marzo 2014 14:24 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2014 14:27
Scuola, rinviati i corsi anti-omofobia: Bagnasco e cattolici battono laici e gay

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (LaPresse)

ROMA – Per il momento la guerra sulla scuola la stanno vincendo il presidente della Cei Angelo Bagnasco e i cattolici conservatori, battuti i laici e le associazioni gay. Il ministero dell’Istruzione ha rinviato “a data da destinarsi” i corsi anti-omofobia, due giorni di formazione per insegnanti che erano previsti questa settimana. Rinvio pervenuto con circolare inviata ai presidi di elementari, medie e superiori il 20 marzo scorso. E poi c’è il kit anti-discriminazione, “Educare alla diversità a scuola” redatto dall’Istituto Beck di Roma (scuola di specializzazione accreditata dal Ministero): commissionato, stampato e mai distribuito.

Le parole di Bagnasco (le scuole sono diventate “campi di rieducazione” dove si vuole “abolire mamma e papà” in nome della “dittatura della lettura ideologica del genere”) sembrano trovare orecchie ricettive nella maggioranza di governo, dove può contare sull’appoggio di segmenti del Pd, sui centristi e sul Nuovo Centrodestra. In particolare Gabriele Toccafondi, sottosegretario ncd all’Istruzione, è un risoluto oppositore dell'”indottrinamento dei giovani” nelle scuole e delle campagne anti-omofobia.

Il braccio di ferro si trascina dai tempi dei governi Monti e Letta. Scrive Vera Schiavazzi su Repubblica:

“A denunciare l’inconfessabile desiderio di lasciar cadere l’iniziativa era stata, a Montecitorio, la deputata Michela Marzano (Pd), con un’interpellanza, […] insieme alla pronta reazione di una parte delle associazioni impegnate per i diritti glbt hanno rotto il silenzio. Rivelando veti incrociati e lotte intestine che risalgono ai governi Monti e Letta, e all’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni del dipartimento Pari Opportunità del governo. «Il 19 aprile del 2013 — ricorda Marzano nella sua interpellanza — il governo ha formalmente adottato una “Strategia nazionale LGBT 2013-2015”, un piano di azioni di risposta alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere». Il 18 dicembre 2013, il Ministero dell’Istruzione ha emanato un’apposita circolare a tutti gli Uffici scolastici regionali in cui si prevede lo svolgimento di una “Settimana nazionale contro ogni forma di violenza e discriminazione”. Ne è nato un progetto commissionato dallo stesso Unar e costato, così denuncia il quotidiano cattolico “Avvenire”, 250.000 euro. Il titolo? “Educare alla diversità a scuola”, a cura del-l’Istituto Beck di Roma (una scuola di specializzazione accreditata dal Miur), che ha prodotto un kit di materiale informativo suddiviso secondo i diversi ordini scolastici. Il kit non è mai stato diffuso, il corso è stato rinviato. E la polemica si è fatta rovente, anche perché ci sono dieci milioni di euro stanziati per la “lotta al bullismo”, e dunque anche per quella all’omofobia”.

Valerio Cattano sul Fatto Quotidiano ci va giù duro (“Distruggono la famiglia, al rogo i libretti del diavolo”) e spiega il contenuto dei “libretti del diavolo” ovvero dei kit informativi contro le discriminazioni:

Le tematiche si sviluppano in cinque schede che trattano le “linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze” attraverso altrettanti capitoli: le componenti dell’identità sessuale; omofobia: definizione, origini e mantenimento; omofobia interiorizzata: definizione e conseguenze fisiche e psicologiche; bullismo omofobico: come riconoscerlo e intervenire; adolescenza e omosessualità. Si legge che non basta più “Essere gay friendly (amichevoli nei confronti di gay e lesbiche), ma è necessario essere gay informed (informati sulle tematiche gay e lesbiche). Lo scopo è avere un manuale contro il bullismo che si accanisce contro i “diversi” tanto che a pagina 18 c’è un vero e proprio manifesto scolastico contro il bullismo. “Bisogna che l’insegnante riveda la scheda sul bullismo. È importante, inoltre, che l’insegnante sia molto chiaro e deciso nello spiegare ai suoi studenti i seguenti punti: la scuola non tollera questo tipo di comportamenti. Il bullismo è sbagliato. Prendere in giro, minacciare, picchiare qualcuno, farlo sentire escluso, perché è grasso, perché è un “secchione”, perché è diverso da noi, perché pensiamo che sia omosessuale, è sbagliato. Ognuno ha diritto di essere com’è, ognuno ha qualcosa da insegnarci. Quanto più qualcuno è diverso da noi, tanto più ha da insegnarci. Essere bulli non è “figo”, è stupido”.

Le frasi nel mirino di Bagnasco? Queste:

I RAPPORTI OMOSESSUALI “Sono naturali? Sì. Il sesso tra le persone dello stesso sesso è presente in tutta la storia dell’umanità, sin dall’antica Grecia”

LUOGHI COMUNI DA SFATARE “Un pregiudizio diffuso nei paesi di natura fortemente religiosa è che il sesso vada fatto solo per avere bambini”