Scuola, Stato si squaglia. Gli alunni mollati oggi come i soldati quell’otto settembre

di Riccardo Galli
Pubblicato il 10 Novembre 2020 10:12 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2020 10:12
Scuola, Stato si squaglia. Gli alunni mollati oggi come i soldati quell'otto settembre 1943

Scuola, Stato si squaglia. Gli alunni mollati oggi come i soldati quell’otto settembre (Foto d’archivio Ansa)

Scuola, cioè Stato che si squaglia.

Novembre 2020, Stato comunica ad otto milioni di alunni (e a tutto il mondo della scuola) che, quando butta davvero male, da noi è sempre otto settembre.

TUTTI A CASA PER ESERCITO NEL ’43, TUTTI A CASA PER STUDENTI NEL 2020

Novembre 2020 (e anche prima e c’è da temere anche dopo) Stato comunica ad alunni e studenti: arrangiatevi, fate un po’ voi. Come l’otto settembre del 1943 lo Stato italiano comunicò al suo esercito un rovinoso e irresponsabile “tutti a casa”, così, su scala minore ma con altrettanta tela morale ed organizzativa, nel 2020 (dall’inizio alla fine) Stato comunica alla sua scuola e agli studenti un disordinato, ambiguo, mortificante e alla lunga pestifero “tutti a casa”.

E’ la scelta di un paese impotente, ignorante, inconsapevole e anche un po’ vile. Di un paese, di una comunità tutta. Non solo di un governo o, come si ama dire, della politica. Alla chiusura di fatto della scuola e delle scuole l’opinione pubblica non reagisce esigendo e imponendo la riapertura. E non lo fa perché le due funzioni sostanziali che la comunità Italia riconosce alla scuola sono il pezzo di carta e il baby sitting.

Dare in mano a fine ciclo studi un pezzo di carta, se privo di sostanza formativa non  importa. E tenere in custodia i bambini mentre i genitori lavorano. Pezzo di carta e baby sitting, a che altro serve la scuola? Pezzo di carta sarà comunque assicurato, anche se sempre più attestato burocratico e non ratifica sul campo di compiuto percorso formativo. E custodia bambini garantita tenendo aperte, più o meno, le elementari. Pezzo di carta e baby sitting garantiti o quasi, la scuola può chiudere. E’ la scelta di un paese impotente, ignorante, inconsapevole e anche un po’ vigliacco. Vale la pena di ripeterlo due volte.

SCUOLA, STATO SI SCARCIOFA E SQUAGLIA

Stato, quale Stato, quanti Stati ci sono in Italia? C’è il governo, c’è il Ministero dell’Istruzione. Ma su alcune scuole decidono i Comuni. E ci sono le Regioni che ambiscono fare Stato a sé. E c’è la Magistratura, che non sarebbe uno Stato ma è come se fosse. E di Magistratura non ce n’è una sola, ce n’è a strati e in ogni Regione ce n’è una. In tutto, ovviamente, in presenza e rispetto dell’autonomia di ogni scuola. Ogni scuola fa un po’ Stato a sé. C’è poi nella scuola lo Stato nello Stato dei sindacati scuola. E ci sono i consigli di Stato scuola per scuola con le rappresentanze di ogni “Stato”: prof, amministrativi, genitori.

Questa piramide, questo sciame di Stati intorno alla scuola hanno finora prodotto l’unico paese, noi, che nella prima ondata di Covid ha chiuso tutto e buona notte. Tutti gli altri paesi hanno provato a riaprire scuole, hanno tentato. Con esiti alterni ma non certo disastrosi. Noi abbiamo chiuso e proclamato: si riapre a settembre, tutti in vacanza!

OTTOBRE/NOVEMBRE: UNICO PAESE D’EUROPA CON SCUOLE CHIUSE

Ottobre/novembre, l’Italia è l’unico paese d’Europa di fatto con le scuole praticamente chiuse. L’unico paese d’Europa che si sforza materialmente e sinceramente è in angoscia per il bilancio della pizzeria chiusa e serenamente accetta scuola chiusa. Già a settembre non si era registrata gran voglia di riaprire: disorganizzazioni con l’alibi delle elezioni regionali e scuole aperte di fatto a fine mese. Per poi chiuderle a singhiozzo e a strati per tutto appunto ottobre/novembre.

Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania…chiudono pizzerie e bar con la facilità con cui Italia chiude scuole e tengono aperte scuole con la tenacia con cui Italia prova a tenere aperti bar e pizzerie. Saranno tutti matti?

TAR ORDINA, ANZI NO. GOVERNATORE: TAR DICE? VOI FATE IL CONTRARIO

I matti, anzi i pazzi, pazzi senza contenzione alcuna, siamo noi. Tar, Tribunale amministrativo della Puglia ordina: riaprite le scuole. Emiliano governatore della Puglia invita i cittadini a fare il contrario di quanto detto dal Tar e a tenere i bambini e ragazzi a casa. Tar della Campania sentenzia: scuole restino chiuse. In nome, in nome di cosa i Tar sentenziano su scuole chiuse o aperte? Follia che la Giustizia amministrativa si occupi e venga investita di tali questioni. Follia che sentenzi in maniera opposta per territori confinanti. Follia, anzi parodia della follia il potere politico, il governo locale che chiama i cittadini a non dar retta…

Governo nazionale, governi Regionali, Ministero Istruzione, Tar, Ministero salute e mettiamoci dentro Prefetture e alti e bassi e medi gradi della Pubblica Amministrazione sono tutti articolazioni, pezzi di Stato. Che se provi a sfogliarlo foglia foglia questo Stato non finisce mai l’opera, di foglie ne ha più di un carciofo, l’una avviluppata all’altra. Ma di fronte alla responsabilità il carciofone si scarciofa d’incanto. E risponde al suo istinto e natura, quindi si squaglia. Si squaglia nella doppia accezione del viene meno la sua consistenza e dello scappare.

CASO CALABRIA…NON E’ UN CASO

Calabria Regione commissariata per la Sanità. Da anni. Commissario era uno che non sapeva di essere il responsabile del piano regionale anti Covid. Perché mai un commissario alla Sanità dovrebbe occuparsi di Covid? Commissario è da qualche giorno uno il cui cruccio maggiore, parlando di Covid, era che i giovani non facessero sesso, perché a lui oramai “lo usa solo come catetere”. Non è un caso perché di questa pasta sono in gran maggioranza fatti i sottufficiali e gli ufficiali superiori di quello che possiamo chiamare l’esercito dello Stato. Una pasta che si squaglia.

Nella scuola prima ancora che nella Sanità. Uno studio olandese (ma bastava il buon senso al netto della retorica nuove tecnologie e tutto passa) comincia a dimostrare che la Didattica a distanza produce e maschera anni scolastici…finti. Finti nel senso che gli studenti non progrediscono durante la Dad, restano al livello di preparazione scolastica di quando a scuola ci andavano. 

Una scuola immaginaria e non di rado finta quella con la didattica a distanza. Due anni scolastici tutti a casa un danno irrimediabile e una cicatrice non rimarginabile su una generazione. Ma “di fronte alle soverchianti forze” della propria ignoranza, impotenza, inconsapevolezza e vigliaccheria, i cento Stati che vi sono in Italia un messaggio lo lasciano mentre si squagliano: tutti a casa. Gli studenti, gli alunni? Arrangiarsi, non ci sono piani e ordini e strategie. Otto settembre, una tradizione di Stato.