Sea Watch a Lampedusa, ignorato l’alt della Finanza. Salvini: “Comandante sbruffoncella, piuttosto uso l’esercito”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 Giugno 2019 18:53 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2019 9:45
Sea Watch forza il blocco: è in acque italiane. Salvini: "Useremo ogni mezzo per fermarli"

Sea Watch forza il blocco: è in acque italiane. Salvini: “Useremo ogni mezzo per fermarli”

LAMPEDUSA – La Sea Watch 3 è in acque italiane davanti al porto di Lampedusa. Sul molo sono schierati i carabinieri. La nave con 42 migranti a bordo da due settimane a largo delle coste italiane, ha deciso di forzare il blocco nonostante il divieto delle autorità italiane e ignorando pure l’alt della motovedetta della Guardia di Finanza.

Intanto la comandante dopo essere entrata in porto il 26 giugno, è stata sottoposta a controlli. La Guardia di Finanza è salita a bordo e la Rackete ha dichiarato: “Hanno controllato i documenti della nave e i passaporti dell’equipaggio e ora stanno aspettando istruzioni dai loro superiori. Siamo fuori dal porto di Lampedusa, ma spero vivamente che i migranti possano scendere al più presto”.

Carola Rackete: “Ho deciso di entrare in porto”

“Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”, ha detto la comandante della Sea Watch, Carola Rackete. Contemporaneamente su Twitter la Ong pubblicava la foto di una matita spuntata sul disegno della spola in mare fatta in queste settimane dalla nave al limite delle acque internazionali, con questa motivazione: “Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità”.

Sea watch 3 a Lampedusa: la reazione di Salvini

Una motovedetta della Guardia di Finanza ha raggiunto la nave in acque territoriali ma la Sea Watch non si è fermata all’alt intimato dalle Fiamme gialle, virando dritto verso l’isola di Lampedusa.

Immediata è arrivata la reazione di Matteo Salvini che non esita a definire la comandante “sbruffoncella” e minaccia di usare l’esercito. “Useremo ogni mezzo lecito per fermare una nave fuorilegge – ha detto il ministro dell’Interno – che mette a rischio decine di immigrati per uno schifoso giochino politico. Non darò l’autorizzazione allo sbarco a nessuno. Il comandante è avvisato: useremo ogni mezzo democraticamente concesso per bloccare questo scempio del diritto”.

E ancora: “Mi sono rotto le palle di vedere l’Italia trattata come un paese di serie B. Chi sbaglia paga. La nostra pazienza è finita. L’Olanda ne risponderà”. Salvini è un fiume in piena: “Chi se ne frega delle regole ne risponde, lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch che fa politica sulla pelle degli immigrati pagata non si sa da chi”. “Se qualcuno pensa che le leggi sono barzellette pagherà fino in fondo”, ha aggiunto. Quindi la minaccia: “Dall’Italia arriva il no. L’autorizzazione allo sbarco non c’è, piuttosto schiero la forza pubblica. I diritti del mio Paese vengono prima di tutto il resto”.

Carola Rackete, cosa rischia: multa e sequestro imbarcazione

Il comandante della Sea Watch Carola Rackete rischia una multa di 50mila euro e il sequestro dell’imbarcazione: una sanzione che dovrebbe applicarle la Prefettura di Agrigento. Restano gli eventuali profili penali di competenza della procura di Agrigento che, nel caso che la Finanza denunciasse la Rackete e l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dovrebbe procedere a una iscrizione nel registro degli indagati. 

Intanto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha dato “istruzioni all’Ambasciatore d’Italia all’Aja di fare, immediatamente, un passo formale presso il governo olandese”.

Sea Watch 3 diventa una battaglia politica

In 14 giorni, lamenta in un comunicato la ong, “nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta”. La situazione dei migranti a bordo della nave “è ora più disperata che mai. Pertanto, la capitana della nave “è obbligata a entrare nelle acque territoriale italiano sotto la legge dello stato d’emergenza”. Ipotesi che era stata espressamente respinta dalla corte europea per i diritti umani di Strasburgo che ieri ha rigettato il ricorso della Ong.

“Nessuna istituzione europea vuole prendersi la responsabilità e sostenere la dignità al confine dell’Europa nel Mediterraneo. Questo è il motivo per il quale ci siamo assunti la responsabilità per conto nostro. Entriamo nelle acque italiane dato che non è rimasta più nessuna altra opzione per assicurare la sicurezza dei nostri ospiti, i cui diritti fondamentali sono stati violati per un tempo sufficientemente lungo”, ha detto Johannes Bayer, presidente della Sea Watch.

Questo proprio mentre l’Ue faceva sapere di essere “in contatto con vari Stati membri” per attuare il “ricollocamento delle persone che si trovano a bordo della Sea Watch” una volta che saranno sbarcati.

Lo sbarco a Lampedusa

L’intenzione del Comandante di sbarcare a Lampedusa era chiara fin da questa mattina, quando ha lanciato un post appello sui social per una raccolta fondi, che serviranno per affrontare le conseguenze legali dell’azzardo. “Sono responsabile per le 42 persone salvate in mare e che non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualsiasi gioco politico” scriveva il capitano Rackete. A seguire la Ong commentava: “Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate sul #seawatch3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani, condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale”.

Commissario ai diritti umani Ue: “Italia lasci sbarcare i migranti”

“Nell’attuale situazione si dovrebbe dare il permesso alla Sea Watch di far sbarcare le persone senza conseguenze per il capitano, l’equipaggio e l’armatore”. Lo ha detto all’ANSA Dunja Mijatovic, commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa. Mijatovic assicura che continuerà a “sollecitare gli altri Stati a prendere la loro parte di responsabilità in modo che l’Italia non sia lasciata sola a gestire le operazioni di ricerca e salvataggio e l’accoglienza di rifugiati, richiedenti asilo e migranti sul suo territorio”. 

“La Sea Watch 3 è stata lasciata in una situazione impossibile, dovendo decidere tra l’obbedire alle istruzioni dell’Italia e adempiere al suo compito umanitario” ha spiegato Mijatovic. Il commissario ha poi ricordato che “assistere le persone in pericolo in mezzo al mare e farle sbarcare rapidamente in un posto sicuro è un diritto umano e un obbligo umanitario e non può divenire una ostaggio di considerazioni politiche”. Infine Mijatovic ha rilanciato il suo appello al governo italiano affinché non vengano penalizzate e punite le ong che fanno operazioni di ricerca e salvataggio.

Salvini: “Perché non c’è ordine di arresto?”

Sulla Sea Watch “c’è un’evidente flagranza di reato. Cosa aspetta qualcuno ad emettere un ordine di arresto?”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.  Secondo il ministro la Sea Watch 3 “ha commesso due reati: il primo entrando in acque italiane andando contro il provvedimento firmato da me e dai miei colleghi Trenta e Toninelli che negava il transito alla nave; il secondo con il rifiuto a fermarsi all’alt intimato dalla Guardia di finanza. E’ come se uno non si fermasse davanti ad un blocco stradale; in questo caso viene subito arrestato. Mi auguro che chi di dovere intervenga su questi fuorilegge”.

“L’Ue si fa viva solo quando c’è da batter cassa. Non vorrei ricorrere a non identificare i migranti che sbarcano in Italia così che se ne possano tranquillamente andare in altri Paesi europei”. Lo ha detto il ministro dell’interno Matteo sul caso Sea Watch.

Gasparri: Sea Watch si comporta da nave di pirati

“La #SEAWATCH si comporta da nave di pirati, e da pirati vanno trattati senza esitazioni, dai carabinieri”. Lo scrive in un tweet il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia.

(Fonte ANSA)