E’ il tuo compleanno, forse scade la patente: semplificazioni by Monti

Pubblicato il 25 Gennaio 2012 9:18 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2012 9:28

ROMA – E’ il tuo compleanno? Controlla patente e carta d’identità, perché potrebbero essere scadute. I documenti personali scadranno nel giorno del proprio compleanno, “così da ricordarsi la scadenza”. A spiegare il decreto semplificazione per lo snellimento delle pratiche della pubblica amministrazione è stato Filippo Patroni Griffi. Una misura suggerita da un cittadino comune, che sa quale sia il modo di snellire la burocrazia di cui quotidianamente è vittima. Sul sito “Burocrazia diamoci un taglio” del ministero della Pubblica Amministrazione, i cittadini potranno proporre le loro idee da inserire nella bozza del decreto direttamente da web, che sarà al Consiglio dei ministri il prossimo venerdì.

Patroni Griffi ha spiegato che la scadenza dei documenti “è un’idea, forse banale ma estremamente utile, che ci è stata suggerita da un cittadino, come anche tutte le velocizzazioni e l’uso della telematica per quanto riguarda anagrafe e stato civile, per esempio per cambi di residenza on line, trascrizioni di nascita, matrimonio”. Questo perché la tecnologia può essere al servizio dei cittadini e delle imprese, affinché “le pratiche abbiano tempi certi: è meglio un no subito, in modo che uno possa correggere il tiro, che un ni o nessuna risposta. – prosegue poi il ministro – Se un’amministrazione ha dei dati e un’altra li cerca, dobbiamo fare in modo che i due enti comunichino direttamente”.

“Le amministrazioni devono parlarsi fra loro: a questo proposito abbiamo emanato una circolare applicativa. Il nostro provvedimento abroga 350 vecchie leggi”, ha spiegato Patroni Griffi che è convinto dell’importanza che le novità del decreto giungano a tutti gli italiani, perché “altrimenti la semplificazione viene fatta ma non percepita e meno che mai utilizzata”. “Togliere inutili è comunque utile”, ha osservato Patroni Griffi. Così potremo dire addio all’articolo 12 sull’obbligo della scuola elementare per i bambini, dato per assimilato dalla società, o al decreto regio del 1940 che obbligava la comunicazione del “regolamento di giuoco” alla pubblica sicurezza prima di ogni gara sportiva “di ogni specie, eseguite a scopo di trattenimento pubblico, come il giuoco della palla, del pallone, del calcio, del tiro a volo, del pugilato (boxe), di lotta e simili”.