Senato, ballottaggio Schifani-Grasso. Cinque Stelle non sceglie ma si spacca

Pubblicato il 16 Marzo 2013 16:49 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2013 17:30

Beppe Grillo (foto Ansa)

ROMA – Cosa fanno i grillini? Alla prima vera e propria prova politica della nuova legislatura il Movimento Cinque Stelle indugia e si divide. All’inizo sembra prevalere l’ortodossia poi, a votazione già iniziata c’è il colpo di scena: libertà di voto che potrebbe spalancare la presidenza del Senato a Pietro Grasso.

In ballo c’è la poltrona della presidenza del Senato, poltrona che Grillo & co non riguarda più in prima persona. Perché come previsto da regolamento senza accordo si è arrivati al ballottaggio e il ballottaggio è tra il candidato del Pd Pietro Grasso e quello del Pdl, presidente uscente del Senato, Renato Schifani.

Il candidato grillino, invece, è fuori dai giochi. Nel Movimento Cinque Stelle inizia subito il dibattito. C’è la posizione ortodossa, quella di equidistanza dai partiti e non alleanza con nessuno, quella di Beppe Grillo e Casaleggio. Ma c’è una posizione eterodossa, di non alleanza d’accordo, ma di scelta critica. Posizione riassunta dalla frase: “L’unica certezza è non votare per Schifani”.

Insomma si affaccia nei Cinque Stelle l’idea che “gli altri” non siano necessariamente tutti uguali. Alla fine i Cinque Stelle scelgono di non votare ma come precisa Orellana “la scelta non è presa all’unanimità”. Insomma, per diversi grillini, tra Schifani e Grasso c’era una differenza.

”Come persone non sono equivalenti – ha detto Orellana sancendo una prima spaccature – una è una scelta in continuità con il passato. Mi sono espresso personalmente contro la scelta del collega Schifani”. Alla fine però sembra prevalere la linea espressa da Vito Crimi, quella del “no stampella”:  ”Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle dopo la terza votazione ritiene di non dover modificare la propria linea di non intervento in una scelta politica che rappresenterebbe una stampella per questo o quello schieramento in campo”.

La decisione è stata presa con voto per alzata di mano a maggioranza: ”Manterremo la stessa linea che abbiamo tenuto fin qui – ribadisce Crimi – Questa non è una scelta tra le persone, ma una scelta di strategia politica cui non ci prestiamo. Sono giochi interni a loro che a noi non interessano”.

Sembra quindi tutto deciso mentre l’Ansa racconta di tensione altissima nella riunione e il web volta le spalle ai grillini. Poi il nuovo colpo di scena: libertà di voto. Cambia di nuovo tutto.

Non sceglie tra Schifani e Grasso neppure Scelta Civica di Monti che opta per la scheda bianca. Insomma, con lo spoglio in corso dalle 16:45 la partita è aperta