Sergio Mattarella, primo discorso di fine anno a Camere sciolte: “Giovani, votate”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 dicembre 2017 20:43 | Ultimo aggiornamento: 31 dicembre 2017 20:51
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Sergio Mattarella, primo discorso di fine anno a Camere sciolte: “Giovani, votate”

ROMA – “Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere.  E’ stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione.” Comincia così il consueto discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un discorso beve, 10 minuti scarsi, il primo a Camere sciolte in vista delle elezioni del 4 marzo.

“Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”. “Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese”.

“Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere”. Dice Sergio Mattarella nel corso del discorso di fine anno rimarcando, così, l’importanza di non andare alle urne con un sistema deciso dai giudici della Corte Costituzionale. Senza l’ok al Rosatellum la legge elettorale sarebbe infatti stata l’Italicum modificato dalla Consulta.

“Non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente, quasi in una sospensione del tempo, che ignora il passato e oscura l’avvenire, così deformando il rapporto con la realtà. La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro. Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove.  La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere”.

“In questo tempo, la parola ‘futuro’ può anche evocare incertezza e preoccupazione”. Ma “i cambiamenti vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità, l’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”. Questo l’invito al coraggio che il presidente Sergio Mattarella rivolge alla politica spronandola a non arroccarsi sul solo presente.

“Sottolineo, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano”. “L’orizzonte del futuro costituisce il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale. Il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese”.

“Esprimo solidarietà ai familiari delle vittime di Rigopiano, Ischia e della alluvione di Livorno; ai cittadini di Ischia, che hanno patito gli effetti di un altro sisma. E a tutti coloro che, nel corso dell’anno, hanno attraversato momenti di dolore”. Questo il pensiero del presidente Sergio Mattarella su alcune delle tragedie che saranno ricordate nel 2017.

“Il Presidente della Repubblica ci invita a non cadere nella ‘trappola di un eterno presente’. Un sentimento che porta ad ignorare il passato e a oscurare l’avvenire: si tratta di un pericolo estremamente reale in questo momento della nostra storia, non solo nel nostro Paese. Dobbiamo affrontarlo, come afferma il Presidente Mattarella, ricordando che ‘la democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro'”.