Sicilia, 5 auto blu per 1,4mln€ per Rosario Crocetta: 2 a Roma, 2 a Bruxelles…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2014 9:11 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2014 9:11
Sicilia, 5 auto blu per 1,4mln€ per Rosario Crocetta: 2 a Roma, 2 a Bruxelles...

Rosario Crocetta (Foto LaPresse)

PALERMO – Cinque auto blu per un bando da 1,440 milioni di euro in 48 mesi. Le auto saranno a disposizione di Rosario Crocetta, governatore della Sicilia, ma una sola si fermerà sull’isola. Due auto infatti resteranno a Roma e altre due a Bruxelles per le eventuali “esigenze” del governatore Crocetta.

Giuseppe Lo Bianco sul Fatto Quotidiano scrive:

“sono complessivamente cinque le auto blindate che la Regione siciliana si appresta a noleggiare con il bando previsto il prossimo 4 giugno: costo, 1 milione e 440 mila euro più Iva per un contratto di 48 mesi. Quasi 6.000 euro al mese per ogni auto blu per l’esclusiva protezione di Rosario Crocetta, il governatore più scortato d’Italia, e forse anche d’Europa”.

Il bando ha fatto infuriare Nello Musumeci, presidente della commissione regionale Antimafia,che ha commentato:

“A Bruxelles arriverà un’auto blu, costretta però a restare ferma nel garage perché non c’è ancora l’autista (altri 80 mila euro circa) e non c’è neppure il presidente della Regione da trasportare. Come fa Crocetta a non rendersi conto della inopportunità politica di questa sua iniziativa? La politica dei tagli, per Crocetta, vale fino allo Stretto di Messina”.

Ma a Crocetta la furia di Musumeci non sembra interessare:

“Sono una delle persone più a rischio di vita in Italia – aveva detto qualche mese fa ai microfoni di Sky Tg 24 – per le auto blu noi paghiamo gli affitti che non sono stati aumentati”. È aumentato però il numero delle auto, una in più, e quando glielo hanno fatto notare, Crocetta replicò stizzito: “Va bene, se debbo crepare per fare il presidente della Regione a piedi, farò questo sacrificio”. Che alla regione poteva costare quasi mezzo milione di euro in meno, ma al precedente bando di 980 mila euro pubblicato dal dipartimento della Funzione pubblica lo scorso gennaio, non aveva risposto nessuno”.