Sicilia, aiuti per la casa anche a coppie gay e di fatto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2014 11:35 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2014 11:40
Sicilia, aiuti per la casa anche a coppie gay e di fatto

Rosario Crocetta (LaPresse)

PALERMO  – Dopo un lungo e serrato dibattito d’aula, con qualche risatina e qualche citazione (ad esempio papa Bergoglio), l’assemblea regionale siciliana, sabato 11 gennaio ha approvato (48 voti a favore 24 contrari) l’articolo 26 della finanziaria sui mutui agevolati alle giovani coppie per la prima casa.

Norma che riguarda anche le coppie di fatto, cioè iscritte da almeno un anno nel registro delle unioni civili dei comuni, quindi anche le coppie omosessuali. La somma stanziata è di tre milioni di euro, non una gran cosa, ma il segnale siciliano è politico. I finanziamenti per le coppie di fatto saranno attinti grazie all’integrazione di fondi preposti dall’Irfis, l’istituto di mediocredito regionale, attraverso una convenzione stipulata tra l’Abi e la Cassa depositi e prestiti.

La norma è passata anche con il sostegno del M5S. Il governatore Rosario Crocetta, che durante il dibattito ha avuto una scaramuccia verbale col leader dell’opposizione Nello Musumeci (Ld), è soddisfatto: ”Siamo i primi in Italia. E l’articolo 39 della Finanziaria sarà ancora più scardinante, perché estende tutti i diritti anche alle coppie di fatto. Finora le coppie di fatto etero non hanno avuto alcun beneficio dall’iscrizione nei registri delle unioni civili, adesso li avranno. Cominciamo a far parlare bene della Sicilia”.

“Voler qualificare – ha detto ancora rispondendo a Musumeci – come fatto demoniaco il voler dare la casa a persone che hanno tanti figli e magari non sono sposate, lo trovo assurdo. Colpisce l’insistenza di voler trasformare qualsiasi vicenda in un fatto etico, e anche qui che male c’e’, e’ un fatto di solidarietà, quella che un cristiano deve agli altri”. “Io credo – ha aggiunto – che 48 contro 24 sia un numero spaventoso per una legge così. I franchi tiratori erano anche nel centrodestra. Anche deputati dell’opposizione erano favorevoli alla legge e per questo hanno chiesto il voto segreto”.

Nello Musumeci, che nel dibattito aveva denunciato “la demoniaca volontà del presidente Crocetta che vuole fare approvare questa norma per poi dire, dopo il voto, che la Sicilia è all’avanguardia e che per la prima volta ha riconosciuto le coppie” omosessuali ha sostenuto che “Crocetta non può discriminare le coppie eterosessuali, anche quelle non sposate, a favore delle coppie gay. Avevamo proposto di dare priorità alle famiglie numerose e a quelle coppie conviventi con prole, spesso costrette ad abitare in tuguri e in una promiscuità che non fa onore ad una terra civile come la nostra”.

L’esponente del Pd Titti De Simone dice che “l’approvazione dell’art.26 è un segnale positivo verso il riconoscimento di uguali diritti per tutte le famiglie, anche quelle composte da persone dello stesso sesso. Il Pd ha sostenuto questo provvedimento sia in commissione che in Aula, in particolare grazie all’impegno del deputato Fabrizio Ferrandelli che ha presentato una proposta di legge all’Ars sul riconoscimento delle unioni civili, a cui hanno collaborato moltissime associazioni”.