Caos Sicilia, destra si ridivide e Ingroia dice “no” a Orlando

Pubblicato il 28 agosto 2012 11:34 | Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2012 13:58
Gianfranco Miccichè

Gianfranco Miccichè (Lapresse)

PALERMO – E’ caos nelle trattative per le elezioni regionali in Sicilia. A destra si sgonfia la grande alleanza Berlusconi-Alfano-Miccichè-Lombardo, non più tutti riuniti attorno a Nello Musumeci, e a sinistra le divisioni si accentuano: Leoluca Orlando spinge per la candidatura di Ingroia ma il pm smentisce: “Io governatore? No, vado in Guatemala”.

A destra il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè,  si è detto pronto per la corsa alla presidenza dopo che ”l’alleanza sicilianista”, di cui oltre alla formazione dell’ex ministro fanno parte il Partito dei siciliani di Raffaele Lombardo, Fli e il Movimento popolare siciliano, ha rotto con Nello Musumeci, esponente della Destra di Storace, accusato dagli ormai ex alleati di aver privilegiato un progetto politico con il Pdl.

Già lunedì sera erano arrivate a Miccichè sollecitazioni a rompere gli indugi e candidarsi. ”Sono onorato degli attestati di stima – ha detto l’ex ministro – che mi sono stati rivolti” da Giovanni Pistorio (Partito dei siciliani), Carmelo Briguglio (Fli) e Riccardo Savona (Movimento popolare siciliano). ”Ho chiesto loro un incontro urgente – ha aggiunto – per confermare le condizioni di un’alleanza sicilianista e nel caso sciogliere immediatamente la riserva sulla mia candidatura a presidente della Regione”.

A stretto giro si fa sentire anche Giovanni Pistorio, segretario del partito dei siciliani (ex Mpa di Lombardo) che rilancia: “Invitiamo Micciché a lavorare per la costruzione di una vasta area autonomista e sicilianista. Se Micciché accetterà proporrò agli organismi del nostro partito e agli alleati la sua candidatura alla presidenza”.

Si va, insomma, verso una ulteriore frammentazione del quadro politico. Con una ricomposizione del fronte “sicilianista” attorno alla candidatura di Gianfranco Miccichè, con Grande Sud e Nuovo Polo, che lascia Musumeci al Pdl di Alfano e ai suoi alleati, un po’ sulla falsa riga di quanto avvenuto a Palermo con Massimo Costa. Rosario Crocetta probabilmente dovrà fare a meno dell’appoggio dei finiani, che si accaseranno con ogni probabilità con la nuova alleanza “sicilianista” contrapposta a Musumeci e all’ex sindaco di Gela.

Il segretario Pdl Angelino Alfano, incassa e continua a puntare su Musumeci che in conferenza stampa a Palermo annuncerà che andrà avanti con il solo sostegno del Pdl e del Pid di Saverio Romano. Per Alfano “dalla Sicilia comincerà la riscossa del Pdl anche se, oltre lo sretto in tanti sperano in una nostra sconfitta per consolidare a livello nazionale Pd-Udc”.

A sinistra la situazione non è da meno. In pista c’è Rosario Crocetta, europarlamentare Pd proposto dall’Udc e appoggiato anche da Rutelli. Poi c’è Claudio Fava, dirigente Sel e l’Idv ancora in cerca d’autore per riunire la sinistra “alternativa”. Intanto Leoluca Orlando incontra il magistrato Antonio Ignroia che vorrebbe come candidato del centrosinistra per dare “un segnale di discontinuità”. Ma il pm smentisce: “Non mi risulta che io sia candidato a governatore della Sicilia. Ma sul colloquio avvenuto nei giorni scorsi con Orlando continua a mantenere il riserbo.