Sicurezza/ Bossi risponde alle critiche di mons. Marchetto: ”In Vaticano è vietato fare entrare i clandestini”

Pubblicato il 4 Luglio 2009 10:26 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2009 11:30

Dopo il botta e risposta tra il ministro dell’interno Roberto Maroni e monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, sull ddl sicurezza, che tra le altre cose istituisce il reato di clandestinità e consente le ronde, anche il capo della Lega Umberto Bossi ha voluto dire la sua, a quanto riferisce il Corriere della Sera. ”Il Vaticano ha i suoi problemi ma in Vaticano è vietato far entrare i clandestini”, ha detto Bossi.

Il Senatùr, dalla festa della Brianza ad Arcore, si è detto soddisfatto del decreto approvato: ”Meno male, sapevamo che sarebbe passato”. Il segretario della Lega ha quindi elogiato gli alleati di governo che ”erano d’accordo fin dall’inizio e hanno mantenuto la parola data facendo passare la legge”.

”Se si riempie casa nostra di clandestini – ha concluso Bossi – non si riesce più a venir fuori dal pasticcio che si crea. Quando si fanno venir persone a casa propria si sa già come va a finire: bisogna dargli la casa gratuita e alla fine la gente lavora per pagare l’interesse di altri”.

Maroni aveva risposto ”la solita liturgia” alle critiche espresse da Marchetto al ddl, ma la polemica, appena nata, tra la Chiesa e il governo, non sembra destinata a durare a lungo. Lo stop è arrivato proprio dalla Santa Sede, che tramite il portavoce, padre Federico Lombardi ha fatto sapere: ”Il Vaticano come tale  mon ha detto niente sul decreto sicurezza approvato dal governo italiano”. Ha aggiunto padre Lombardi: ”Ha parlato monsignor Marchetto, ma non mi consta che il Vaticano in quanto tale abbia preso posizione”.

Non è la prima volta: a febbraio il prelato aveva criticato le ronde e la Santa Sede aveva specificato che si trattava di una sua posizione personale. Il segretario per i migranti risponde a sua volta al ministro Maroni: ”Un arcivescovo, quando pensa di aver fatto il suo dovere, non si ferma a raccogliere le pietre che gli buttano dietro”.

La precisazione di padre Lombardi è stata apprezzata dal ministro della Difesa Ignazio La Russa: ”Siamo lieti della precisazione del Vaticano, che mette in rilievo la differenza tra un giudizio, legittimo, di monsignor Marchetto e quello del Vaticano”.

Ma alla fine,  come ha commentato un osservatore, resta la sensazione che il Vaticano, o meglio la Chiesa cattolica italiana, parla in materia di sicurezza con voce una e trina.