Sileri: “Dpcm? Non sono d’accordo con tutte le misure. A fine legislatura torno a fare il chirurgo con Zangrillo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2020 16:26 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2020 16:28
Coronavirus, Sileri: "Cosa uscirà dalla cabina di regia? Un'Italia più rossa e arancione"

Coronavirus, Sileri: “Cosa uscirà dalla cabina di regia? Un’Italia più rossa e arancione” (foto Ansa)

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sul Dpcm: “Non sono pienamente d’accordo con le misure. A fine legislatura torno a fare il chirurgo con Zangrillo al San Raffaele”

“Non sono pienamente d’accordo sulle misure del Dpcm. Nel 2023, a fine legislatura, torno a fare il chirurgo al San Raffaele, dove c’è Zangrillo”: a dirlo è il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. 

In un primo intervento ad Agorà su Rai Tre, Sileri ha espresso una certa contrarietà nei confronti di alcune misure del Dpcm. “Io ho sempre pensato che laddove c’è un protocollo e dove il protocollo viene rispettato con rigore e severità il rischio contagio è sicuramente molto basso. Su queste misure io non ero pienamente d’accordo, non sono, a dire il vero, pienamente d’accordo”. 

Sui dati a supporto della decisione politica di chiudere palestre e piscine, il viceministro alla Salute  immagina che “siano in possesso del Comitato tecnico scientifico ma io non li ho visti”. Lo ha detto a 24Mattino su Radio 24.

“I dati vengono presentati tra il giovedì e il venerdì ma l’analisi accurata delle varie attività divisa per settore immagino sia in seno al Cts. Io ricevo delle analisi generali. Al Cts e all’Istituto Superiore di Sanità arrivano i dati prodotti dalle Regioni, immagino abbiano tutte le attività di contatc tracing che consentano di capire dov’è l’origine del contagio e stabilire i rischi stimati”.

In un tweet ha poi aggiunto: “La prima urgenza ora è abbassare la curva del contagio. Il Dpcm va in questo senso e ha varato misure proporzionate all’aumento dei casi. Ma non dobbiamo avere paura: è un provvedimento transitorio. Una volta addolcita la curva queste necessarie misure saranno superate”.

“Se il virus dovesse circolare di più andranno declinate azioni a livello locale, anche chiusure di una città o di una regione, per prendere fiato e poi ripartire. (…) Non ci troviamo nella situazione di marzo, ma è possibile che in alcune aree del Paese possa accadere”. 

“Torno a fare il chirurgo”

Il senatore M5s ha anche annunciato che, una volta terminata la legislatura, tornerà a fare il medico. “Ho sempre sempre detto che sono (nel governo ndr) a tempo determinato. Io nella vita faccio il chirurgo, amo la ricerca. Quando sarà nel 2023 torno nella sala operatoria che è il mio mondo. Non torno deluso, sicuramente è esperienza bellissima”.

Ma non darà dimissioni anzitempo: “Non ho mai parlato di dimissioni, ho solo detto cosa farò a fine legislatura: tornerò a fare il chirurgo al San Raffaele, lavoro per cui mi sono formato 25 anni. Zangrillo? Spero di non incontrarlo, ma perché lui fa il rianimatore… Vuol dire che le operazioni che faccio sono andate male. Sicuramente qualcuno vuole che vada a casa. Ma ho solo detto che tornerò a fare il mio lavoro”. (Fonte: Ansa)