Venti milioni in ville, gli investimenti di Berlusconi ad Antigua

Pubblicato il 18 Ottobre 2010 10:09 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2010 10:09

Silvio Berlusconi

Baia Smeralda, Antigua. Uno dei 38 paesi che secondo l’Ocse sta nella “lista grigia” ovvero nell’elenco degli Stati che fingono di non essere paradisi fiscali ma che, nella sostanza lo sono. Detto in termini corretti, Antigua ha sottoscritto gli accordi sulla trasparenza fiscale ma non li rispetta, almeno non fino in fondo.

E’ qui che, secondo l’inchiesta trasmessa domenica sera da Report, il presidente del Consiglio avrebbe investito una somma attorno ai 20 milioni di euro per acquistare una serie di ville. Il posto ha un nome suggestivo. Racconta l’autore del servizio, Paolo Mondani, che i locali chiamano il posto “President bay”, la baia del presidente. Una curiosa coincidenza: là ci sono sia la villa dell’ex premier Bryan Lester Bird, sia le ville che secondo Report sono di Berlusconi.

Mondani le descrive così: “Viste dall’alto le case del premier occupano l’intera collina, due megaville che sembrano cinque, e quattro piscine, gli interni arredati con faretti Swarovski, cucine Boffi, arredamenti Turri, il tutto pagato circa ventidue milioni di euro. La gente di qui dice che tutta la zona è sua, ma non sapremo mai se è vero visto che l’off-shore è una cosa seria”.

Report nel servizio si spinge oltre e racconta che nel 2007 Berlusconi si presenta sul posto e stacca un assegno da 1.7 milioni di euro per comprare dalla Flat Point, la stessa società che costruisce le ville, circa 4 acri di terra. Sulla proprietà della Flat Point, sul Corriere della Sera, spiega con chiarezza un meccanismo di scatole cinesi: “arriva a Curacao, nelle Antille olandesi. “I nomi – racconta Rizzo – hanno tutti un suono familiare per la nostra lingua. La società, che è basata a St. John’s, capitale di Antigua, in Old Parham Road, ha pure una «italian branch», ovvero una filiale italiana. E’ a Torino e l’amministratore si chiama Giuseppe Cappanera. Mondani racconta poi che c’è un fiduciario svizzero domiciliato a Montecarlo, Carlo Postizzi. Poi un altro fiduciario svizzero con uffici a Lugano, Giuseppe Poggioli. Quindi Elisa Gamondi, la sorella dell’architetto che ha progettato il complesso. Infine, si scopre che la società collegata Emerald Cove Net International, gestita in passato dal gruppo Maltauro, è ora amministrata da Flavio De Paulis, vicedirettore della Banca Arner di Lugano”.

Si torna alla banca Arner, quindi, la stessa che, come racconta sempre Report, è stata commissariata nel 2009, la stessa che, su Repubblica, Giuseppe D’Avanzo descrive come “forziere del Cavaliere”. Non solo: la Arner è la stessa banca sotto indagine per “serio rischio di riciclaggio” ed è la stessa banca in cui il presidente del Consiglio ha un conto da dieci milioni. Un conto lo ha anche il socio di Berlusconi in Mediolanum, Ennio Doris.

A fine puntata Milena Gabanelli parla di “opacità” e lancia il paragone tra le case di Antigua e quella di Montecarlo per cui è da mesi sulla graticola il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Opacità – spiega la conduttrice – che il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare”. Tra una querela e l’altra?