B. all’Huffington: “Monti troppo ligio a Merkel. Polverini? Niente di immorale”

Pubblicato il 25 settembre 2012 12:22 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 12:24
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Lapresse)

MILANO – “Mario Monti? Condizionato dalla sinistra e troppo ligio alla Merkel, Io stesso mi considero un tecnico sceso in politica. Renata Polverini non ha fatto nulla di immorale, ma apprezzo la sua scelta. Grillini brava gente, Grillo un istrione”. Questi in estrema sintesi i temi toccati da Silvio Berlusconi nella sua prima intervista a un media online, per la prima edizione dell’Huffington Post Italia.

A Milano, per il lancio del nuovo sito di informazione, diretto da Lucia Annunziata, c’era anche la fondatrice del fortunato blog, Arianna Huffington. Il progetto nasce da una partnership tra il gruppo Aol, a cui fa capo l’Huffington Post, e il Gruppo Editoriale l’Espresso.

All’Huffington Post, Berlusconi parla innanzitutto dello scandalo che ha travolto la Regione Lazio fino alle dimissioni della governatrice Renata Polverini. “Rinnovamento? Quel Fiorito – esordisce Berlusconi- non è una faccia vecchia, ha 41 anni anche se gliene davo 60. Certo che bisogna immettere personalità nuove, ma non sempre basta essere giovani. Bisogna essere giovani e capaci, giovani e professionali. L’unica cosa da evitare è il professionismo della politica, quello di chi ha alle spalle trent’anni in Parlamento e quando va in televisione la gente non ne può più. Io vorrei che in televisione andassero solo i giovani”.

Non è contento del governo Monti. Nell’intervista Berlusconi sostiene come sia opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica puntando allo sviluppo. “Purtroppo – dice Berlusconi – nel momento in cui si doveva accompagnare l’austerità con la crescita, ha pesato sul governo Monti il condizionamento della sinistra: i veti del Pd sulla riforma del mercato del lavoro hanno interrotto l’azione riformatrice. Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi. E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva”.

“Vorremmo più coraggio – prosegue – Avergli dato fiducia e averlo sostenuto finora in Parlamento dimostra la lealtà, la serietà e la coerenza con cui abbiamo voluto onorare la scelta ”patriottica” delle dimissioni a novembre. Fermi restando rigore nei conti e pareggio di bilancio, è ora opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica, puntando allo sviluppo”.

Berlusconi si spinge fino a tracciare il bilancio di un anno dall’insediamento del governo Monti. “Il professor Monti – riconosce – era sulla carta il miglior presidente del Consiglio per un governo d’emergenza che avesse l’appoggio sia della maggioranza sia dell’opposizione e potesse fronteggiare al meglio la crisi. Io per primo lo avevo indicato a suo tempo come commissario europeo, e a Bruxelles non ci ha deluso”.

“A palazzo Chigi – osserva il Cavaliere – è partito bene, con una politica di continuità rispetto a leggi di bilancio, riforme e provvedimenti assunti dal mio governo in accordo con l’Europa nella lettera di impegni, e relative scadenze del 26 ottobre 2011, approvata dal Consiglio europeo la sera stessa in cui è stata inviata”.

Ma per l’ex premier, è la sinistra ad aver rallentato l’opera del Professore. “Purtroppo – sostiene – nel momento in cui si doveva accompagnare l’austerità con la crescita, ha pesato sul governo Monti il condizionamento della sinistra: i veti del Pd sulla riforma del mercato del lavoro hanno interrotto l’azione riformatrice. Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi. E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva”.

E sul futuro del Pdl, il Cavaliere dice che accetterebbe le primarie e sosterrebbe un altro candidato del centrodestra. “Non ho mai avuto difficoltà a mettermi in gioco e a competere con altri”, osserva l’ex premier. Quanto alla possibilità di sostenere un candidato diverso da Silvio Berlusconi, il Cavaliere assicura la sua piena disponibilità. “Certamente sì – risponde sicuro – e con tutto il cuore”.

“Ho voluto Tremonti come ministro dell’Economia per ben due volte nei miei governi e ho sempre avuto fiducia in lui. Se vorrà essere nostro alleato lo accoglieremo a braccia aperte”, dice poi Berlusconi.

Quanto agli avversari, Silvio Berlusconi non teme l’avanzata di Beppe Grillo “perché non è riuscito a proporre qualcosa di costruttivo, e soprattutto non sarebbe proprio in grado di governare”.

“L’Italia – sottolinea il Cavaliere – non ha bisogno in questo momento di salti nel buio, ma di una guida esperta e capace. E’ significativo che i candidati grillini preferiscano non apparire in pubblico, non confrontarsi. Tra loro ci sono giovani animati da una sincera volontà di impegnarsi nella vita civile e questo è un bene, vanno rispettati. Ma hanno poco a che fare con Grillo, che resta uno straordinario istrione e nella vita ha costruito soltanto un successo teatrale”.

Per Berlusconi, “Grillo è un attore brillante che ha saputo abilmente sfruttare le potenzialità della rete per interposta persona, e che attenendosi scrupolosamente a un copione scritto, ha cavalcato e cavalca una protesta legittima contro la degenerazione di una certa politica fondata sull’incompetenza e sul privilegio”.

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