Parti sociali: proposta comune al governo in cinque punti. L’esecutivo: “Patto entro settembre”

Pubblicato il 4 Agosto 2011 - 11:18 OLTRE 6 MESI FA

ROMA, 4 AGO – Le parti sociali si sono presentate al governo ”con un documento comune”, un piano in cinque punti per superare la crisi. Piano indicato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni e confermato dalla leader degli industriale Emma Marcegaglia e della Cgil, Susanna Camusso. Nel corso dell’incontro a palazzo Chigi sia Silvio Berlusconi che Giulio Tremonti hanno aperto alla possibilità di adottare il testo condiviso: “Siamo qui – ha detto il ministro dell’Economia – Decidiamo insieme cosa possiamo fare”. Poi hanno concluso: l’obiettivo del governo è presentare ”nei primi giorni di settembre provvedimenti sui singoli argomenti condivisi con le parti sociali, sulla base di otto punti concordati al tavolo di oggi”. Lo ha chiarito anche Berlusconi: “è stata una ”discussione approfondita – ha detto il premier – responsabile e dettata da obiettivo di arrivare a un patto di stabilita’ crescita e coesione sociale assolutamente entro settembre”.

Dopo l’incontro, infatti, il governo ha presentato alle parti sociali un’agenda in otto otto punti, chiedendo di condividerlo. I punti contenuti nel documento: pareggio di bilancio e liberta’ economica nella costituzione; riforma assistenziale e fiscale e contrasto all’evasione; modernizzazione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro; finanze e reti di impresa con internazionalizzazione; accelerazione opere pubbliche, delle reti energetiche e delle nuove reti di telecomunicazione; privatizzazioni anche dei servizi pubblici locali e liberalizzazioni; costi della politica e semplificazione della politica della burocrazia e delle funzioni pubbliche e sociali centrali e locali; diffusione delle nuove tecnologie, fondi strutturali europei e Mezzogiorno.

I cinque punti delle parti sociali. ”Occorre intervenire subito con riforme che intervengano su fisco, costi della politica, energia, municipalizzate e infrastrutture. Dopo il rigore occorre creare le condizioni per lo sviluppo”, ha detto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, riassumendo i 5 punti della proposta comune che le parti sociali hanno portato al tavolo con il Governo sulla crisi economica.

Nel documento comune presentato dalle parti sociali si legge un allarme ben chiaro: ”Il momento e’ grave. Va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie”. Le proposte sono articolate su sei capitoli: dare credibilità all’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014, tagliare i costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sbloccare gli investimenti, semplificazioni e pubblica amministrazione, mercato del lavoro.

Bonanni.  Le parti sociali, che si presentano al tavolo con il governo sulla crisi economica ”con un documento comune”, sono tutte d’accordo nel sostenere ”che c’e’ bisogno di dare una sterzata”. Lo ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’incontro informale tra le parti sociali che ha preceduto l’appuntamento con il governo oggi a Palazzo Chigi. Bonanni ha sottolineato che ”bisogna lavorare subito sul fisco, sulle municipalizzate, le infrastrutture e l’energia. Bisogna superare la logica dei veti che ha bloccato lo sviluppo del paese”. Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha indicato che le parti sociali diranno al governo ”che la prima cosa da fare per la crescita e’ fare gli investimenti” fino ad oggi rallentati o impediti ”da troppe regole”.

Camusso. Le parti sociali hanno ”molti punti in comune” sui temi della crisi economica, e sulle proposte da fare al governo per la crescita. Mentre resta qualche distanza rispetto alla posizione della Cgil ”sul giudizio sulla manovra economica e sul tema delle privatizzazioni”. Lo ha indicato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, spiegando che comunque le parti si presentano oggi al tavolo di confronto con il governo con un documento comune su 5 punti che elenca ”interventi e proposte per la crescita da attuare subito”.

Quanto ad una possibile accelerazione del nuovo Statuto dei lavori, a cui ha accennato ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la leader della Cgil si tratta solo ”di una provocazione del governo” su cui non hanno preso posizione le diverse sigle delle parti sociali: ”A nessuna delle parti – sottolinea Camusso – interessa percorrere un percorso di divisioni su questo fronte perche’ ridurre i diritti dei lavoratori non ha mai portato alla crescita”.

Berlusconi. ”Dopo relazione al Parlamento, ho la convinzione che solo la partecipazione di tutti gli attori economici e sociali puo” favorire un’uscita condivisa dalla crisi”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento all’incontro con le parti sociali. “Ho lasciato Bruxelles – ha osservato – con la convinzione che l’Europa ha gli strumenti per difendere con maggiore vigore la costruzione comune. L’Italia ha sempre onorato il proprio debito. Negli anni abbiamo dimostrato di essere stati capaci a ridurlo”. Il premier ha quindi ricordato l’evoluzione del consiglio europeo. Un vertice che ha giudicato fondamentale per le regole condivise a sostegno dell’euro.

”Siamo qui a cercare un accordo con le parti sociali – ha detto il premier nel corso dell’incontro – Per arrivare ad un accordo che si basa sulle vostre piattaforme e proposte. Sediamo a questo tavolo per arrivar a Patti che possano essere utili al Paese”. Poi la sua ricetta:  ”Dobbiamo cambiare a l’architettura istituzionale dello Stato per agganciare la crescita e rendere più’ celeri le procedure” e i ”gap infrastrutturali” e della pubblica amministrazione sono una delle cause del rallentamento della crescita.

Nel corso dell’intervento il presidente del consiglio è tornato sul tema delle intercettazioni, all’interno di un nuvo sfogo sul tema della giustizia, annunciando l’intenzione di varare un provvedimento destinato a limitarne l’uso. “La privacy – ha detto il premier – è il principale diritto di libertà”.

Tremonti. ”Non vogliamo rinunciare alla riforma fiscale. Se la delega assistenziale va avanti, riusciamo a fare quella fiscale”. E’ un passaggio dell’intervento che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, davanti alle parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni presenti.

Il ministro dell’Economia ha ribadito alle parti sociali la ”determinazione” ad andare avanti sulla legge delega fiscale. Oggi, ha pero’ ricordato il titolare di via XX settembre, la sua applicazione benefica e’ subordinata all’applicazione della delega assistenziale.     Cio’ significa che non appena applicata la delega assistenziale, scatteranno i benefici contenuti nella delega fiscale.

”Sicuramente si puo’ fare di piu’ per la crescita. Ma dipende anche dalla geografia, dalla demografia, dall’amministrazione”, ha aggiunto il ministro. Poi alle parti sociali ha detto: ”Spirito di questo incontro e’ di trasformare criticita’ in opportunita’. Decidere insieme cosa insieme possiamo fare”.

”Oggi la Banca Centrale svizzera – ha aggiunto Tremonti – ha azzerato i tassi interesse, quella del Giappone ha dato liquidita’ illimitata: i problemi non sono europei, sono globali. La scelta di anticipare il pareggio di bilancio prima della crisi di luglio è una scelta importante. Una scelta politica: marca un tornante della storia. Concordando tempi e metodi concordati a livello europeo. L’altra grandezza è il Pil. Ma il Pil non si fa per decreto. Se non avessimo puntato al pareggio di bilancio non avremmo avuto nemmeno il Pil”.

Sugli spread:  ”Oggi il 45 per cento del Pil europeo ha spread che non rispondono a fondamentali economici”.  ”La scelta di anticipare il pareggio di bilancio prima della crisi di luglio – ha aggiunto il ministro – e’ una scelta importante. Una scelta politica: marca un tornante della storia. Concordando tempi e metodi a livello europeo. L’altra grandezza e’ il pil. Ma il pil non si fa per decreto. Se non avessimo puntato al pareggio di bilancio non avremmo avuto nemmeno il pil”.