Sindaco Sergio Pirozzi lascia Amatrice per la regione Lazio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 maggio 2018 11:32 | Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2018 13:22
Sindaco Sergio Pirozzi lascia Amatrice per la regione Lazio: "Egoismi di parte della comunità"

Sindaco Sergio Pirozzi lascia Amatrice per la regione Lazio: “Egoismi di parte della comunità” (Foto Ansa)

AMATRICE (RIETI) – Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, lascia il paese devastato dal terremoto del 24 agosto del 2016. Lo annuncia lui stesso con una lettera aperta di tre pagine in cui scrive: “Il mio non è un abbandono, ma un ulteriore atto di amore verso la mia terra: resterò per sempre ad Amatrice, con la mente e con il cuore, soprattutto per difendere, vivendola, il diritto di vita delle terre marginali e periferiche di tutto il Lazio e anche d’Italia”.

Il Comune verrà così retto dal vicesindaco fino alle prossime elezioni. A spingere a questa decisione Pirozzi sarebbe una questione di incompatibilità con il ruolo di consigliere regionale nel Lazio, ma anche la consapevolezza, scrive, che solo in Regione “potrò continuare a difendere il mio territorio: bisogna alzare l’asticella”.

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Nella lettera inviata a Il Messaggero , l’ormai ex sindaco si sfoga. Parla della sua precedente vita, quella prima del sisma, quando faceva l’allenatore di calcio, e di “quel rettangolo verde che mi manca”. Eppure, dice, “sono quasi due anni che non lavoro”.

In questi quasi due anni seguiti al sisma del Centro Italia il sindaco ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il numero uno di Fca Sergio Marchionne: “Diventare un simbolo, senza assolutamente volerlo, è un impegno enorme, un lavoro sfiancante, ma che mi ha dato la possibilità di conoscere persone straordinarie e contemporaneamente affogare le delusioni avute per i comportamenti egoistici di una piccola parte della comunità amatriciana”.

Eppure le cose ad Amatrice non vanno bene, come spiega al Messaggero don Savino D’Amelio, parroco di Amatrice:

“La gente ha il morale sotto i piedi. Dalle elezioni qui non si tolgono più macerie. Ancora non stanno pensando che devono pensare alla ricostruzione . Ad oggi manca ancora il 20 per cento del minimo sindacale per la vivibilità: ossia il 20% delle 5mila casette assegnate. Chiavi consegnate, ma ci sono piccoli problemi tipo con le fogne. Gli artigiani non hanno un buco dove poter lavorare. Il 24 agosto senza una proroga ricominceranno a pagare le tasse, dopo 2 anni…. Poi certo senza Pi-rozzi precipiterà la situazione, almeno combatteva, un po’ di visibilità la otteneva”.

Di Pirozzi, invece, non ha voglia di parlare Roberto Serafini, presidente del comitato civico 3e36: “Ritardi, negligenze, sarà la storia a giudicare l’operato di tutti, dal sindaco alla Regione, al commissario. Più volte abbiamo cercato di collaborare con l’amministrazione ma non è mai avvenuto”. Serafini critica le manifestazioni spot: “Credo che Amatrice non si ricostruirà mai, io mi voglio ancora illudere ma non ci sono i presupposti. Siamo stanchi, depressi. Si fa fatica a trascorrere la semplice giornata. Io mi alzo e dico: oggi che faccio?”.