Berlusconi fa retromarcia? “Pronto a candidarmi ma tre procure sono in agguato”

Pubblicato il 27 agosto 2012 11:11 | Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2012 11:11

Silvio Berlusconi (Lapresse)

ROMA – Silvio Berlusconi fa retromarcia? Il Cavaliere confida al Giornale i suoi timori circa una ripresa della “persecuzione giudiziaria” nel caso in cui ci fosse una sua ridiscesa in campo. C’è chi lo descrive “molto depresso” “pieno di guai con le sue aziende”, e chi “ricaricato” dai sondaggi che danno il partito in ripresa, e quindi pronto a impugnare lo scettro e a sfidare le urne anche anticipatamente: sono le due facce della medaglia di un Silvio Berlusconi che ha ancora molte pratiche da sbrigare prima di sciogliere la riserva politica. E che distribuisce le sue “verità” con il contagocce ai tanti interlocutori di turno. Agli “amici veri”, secondo Adalberto Signore, B. lo ha lasciato intendere.

Vorrebbe – come è giusto che sia – avere il tempo di concentrarsi sulla sua vita e le sue cose e non doversi impelagare nelle beghe di partito di tutti i giorni. E soprattutto è piuttosto cosciente di un dettaglio: «Se mi ripresento sono già pronte le inchieste contro di me. Due a Napoli e una a Bari. Si ricomincia a ballare». Tre in totale. Avesse davvero ragione il Cavaliere, non sarebbe un dettaglio secondario. Tre nuove inchieste in dirittura d’arrivo oltre al fatto che ci sarebbe un nuovo fronte su cui iniziare a “diveritirsi”. Napoli e Bari tornerebbero ad essere procure della Repubblica di riferimento.

E se a sinistra è scoppiata la rissa Grillo-Bersani, a destra non mancano polemiche estive che appesantiscono la vita di partito. L’intervista al Corriere della Sera del segretario Angelino Alfano ha risvegliato il dibattito interno. Alfano ha detto di essere determinato a scrivere la nuova legge elettorale: “Intanto facciamo la legge, poi usiamo al meglio il tempo che abbiamo per avviare una svolta economica e quindi andremo al voto tra sei mesi, nella chiarezza e nella distinzione delle squadre e dei programmi. Silvio Berlusconi che guida una campagna elettorale che punta al pareggio? No, noi corriamo per vincere e governare”.

Il capogruppo Fli alla Camera, Benedetto della Vedova affonda: “Da Alfano parole senza credibilità. Ci opporremo all’ennesima campagna di promesse berlusconiane”. In difesa del segretario, accorrono nell’ordine il leader Pid Saverio Romano: È normale che Della Vedova tenti di minare la credibilità di Alfano. Ma ottiene lo stesso effetto del tafano sulla pelle del rinoceronte”.

E Gasparri risponde alla sinistra: “Con le preferenze si può fare in settimana. Il Pd accetti questo modello libero e democratico”.

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