Social, un post xenofobo ogni ora: Lega in testa. Bersaglio immigrati in 9 casi su 10

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 luglio 2018 8:31 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2018 8:31
Social, un post xenofobo ogni ora: Lega in testa. Bersaglio immigrati in 9 casi su 10

Social, un post xenofobo ogni ora: Lega in testa. Bersaglio immigrati in 9 casi su 10 (Foto Ansa)

ROMA – I discorsi d’odio hanno inondato il web durante l’ultima campagna elettorale, ma con dei distinguo: uno ogni ora. Proliferavano sulle pagine legate a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] si mostravano – ma con minore frequenza – su quelle del Movimento 5 stelle ed erano pressoché assenti sugli account vicini agli altri partiti. E’ quanto emerge dal rapporto pubblicato da Amnesty International Italia dopo l’analisi delle dichiarazioni di 1.400 candidati alle elezioni di marzo in tutta Italia.

Il Rapporto, stilato monitorando dall’8 febbraio al 2 marzo i profili Facebook e Twitter di tutti i candidati ai collegi uninominali di Camera e Senato di Centrosinistra, Centrodestra, Movimento 5 Stelle e Liberi e uguali e dei candidati presidenti di Lazio e Lombardia, evidenzia che il 42% delle dichiarazioni con contenuti di odio segnalate fino ad oggi provengono da leader, il 37% da candidati parlamentari e il 21% da candidati presidenti, un leader su tre fa ricorso a discorsi offensivi, razzisti e di odio. In 23 giorni sono state raccolte 787 segnalazioni: più di un messaggio offensivo, razzista e discriminatorio ogni ora.

Il 50% delle dichiarazioni sono da attribuire a candidati della Lega, il 27% a quelli di Fratelli di Italia e il 18% a quelli di Forza Italia. I target dei messaggi d’odio sono quelli facilmente immaginabili: nel 79% dei casi gli immigrati, nel 12% dei casi i musulmani. A seguire, la comunità Lgtb (6%), i rom (5%) e le discriminazioni di genere (4%).

“C’è un’ondata di odio molto grave, ma limitata ad alcuni partiti come Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia con qualche caso isolato nel M5S – ha spiegato il direttore generale, Gianni Rufini -. Usano l’odio perché ritengono che costruisca consenso. Alcune forze politiche si sono servite di stereotipi e incitazioni all’odio per fare propri diffusi sentimenti populisti, identitari e xenofobi, promuovendo la diffusione di un linguaggio incendiario, divisivo, che discrimina anziché promuovere l’eguaglianza, che pensa che minoranze e gruppi vulnerabili siano una minaccia e che i diritti non spettino a tutti”, ha Sottolineato il direttore generale di Amnesty International Italia.