Soldi ai partiti: dal ’94 una “stecca” di 2 mld. Ricevuti 2,7 mld, spesi 700 mln

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2014 12:54 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2014 13:22
Soldi ai partiti: dal '94 una "stecca" di 2 mld. Ricevuti 2,7 mld, spesi 700 mln

Soldi ai partiti: dal ’94 una “stecca” di 2 mld. Ricevuti 2,7 mld, spesi 700 mln

ROMA – Soldi ai partiti: dal ’94 una “stecca” di 2 mld. Ricevuti 2,7 mld, spesi 700 mln. E’ forse la fotografia più nitida degli ultimi 20 anni di partitocrazia italiana e degli esiti del finanziamento pubblico ai partiti: dal 1994, circa 2,7 miliardi di euro sono transitati nelle casse dei partiti, in forma di rimborsi pubblici per le varie consultazioni elettorali susseguitesi, mente la contabilità ufficiale giustifica spese per 700 milioni complessivi. Il risultato è un utile netto intorno ai 2 miliardi di euro, un “tesoretto” che triplica la somma spesa per le varie attività politiche cui i rimborsi erano destinati.

“Buco nero”, “pozzo senza fondo”, le metafore non mancano: che fine hanno fatto quei soldi? Ci sono state le ruberie, l’accaparramento di risorse pubbliche per fini privati, come ha dimostrato il caso Lusi. Gli sprechi, le spese pazze documentate dal caso Fiorito, dagli scandali regionali (dal Lazio al Piemonte passando per il Molise). C’è la necessità dei partiti di sostenere economicamente la macchina che divora soldi a getto continuo per finanziare le sedi, gli affitti, gli stipendi, le indennità, le pensioni dei funzionari. A questo proposito, è di ieri la notizia che ai funzionari del Pd è stato imposto di timbrare il cartellino. I dati raccolti da Openpolis per Repubblica, mostrano come la pratica della “stecca” non giustificata dalle spese si è incrementata fino all’apice raggiunto nel 2011, quando forse i partiti non avevano ancora ben chiara la rivolta dell’opinione pubblica contro la cosiddetta Casta:

Vero è che l’andamento storico dei rimborsi è un crescendo costante di denaro che raggiunge l’acme con le politiche del 2001, quando la cifra erogata su tutti e cinque gli anni di legislatura sfonda la soglia dei 476 milioni di euro: alle precedenti elezioni – quelle del 1996 – non si andò oltre i 46,9 milioni. Come mai tanta differenza al rialzo? Complici le ‘nuove norme’ introdotte nel 1999 e le ulteriori ‘disposizioni’ architettate nel 2002, i fondi stanziati iniziarono a moltiplicarsi come virus. (Michela Scacchioli, La Repubblica)