Soldi ai partiti, Parlamento gioca a rinvio continuo. Legge slitta al 2015

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2013 17:13 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2013 18:35
Soldi ai partiti, Parlamento gioca a rinvio continuo. Legge slitta al 2015

Soldi ai partiti, Parlamento gioca a rinvio continuo. Legge slitta al 2015

ROMA – Sui soldi ai partiti il Parlamento gioca a nascondino. E lo fa con una tattica semplice, quella del rinvio continuo.  Lo fa nonostante Enrico Letta, nel chiedere la fiducia alle Camere l’11 dicembre abbia detto che il governo è pronto a usare “tutti gli strumenti disponibili” se il Parlamento non fa quanto deve entro fine anno. Un modo, neppure troppo sottile, per dire che è pronto ad agire per decreto.  Ma il Parlamento delle minacce di Letta se ne infischia. Entro fine anno non sarà votata: un modo per non mandare nulla a regime prima del 2015.

Matteo Renzi, segretario ancora in pectore del Pd, sembra aver già deciso di muoversi in proprio. Sorpresina pronta con destinatario principale Beppe Grillo: il Pd rinuncerà ai soldi,  assicura. Che è strada ben diversa dalla legge che impone: è rinuncia spontanea che piace a chi vota ma non vincola gli altri. Grillo, se Renzi dovesse trasformare in realtà il suo proposito, sarà servito. Quella lettera di rinuncia ai finanziamenti dice di averla già presentata, tempo fa a Pier Luigi Bersani. Operazione politica facile visto che Bersani non è mai stato favorevole all’abolizione dei rimborsi pubblici. Con Renzi è diverso. Quella lettera vuole firmarla.

La legge, intanto, è immobile. E’ ferma in Senato da mesi, nella commissione presieduta da Anna Finocchiaro. Senatrice del Pd che davanti alle pressioni di Letta e agli annunci di Renzi candidamente fa sapere: “Non credo che la legge sarà in Aula entro fine anno”. Nella migliore delle ipotesi se ne parla nel 2014. E quindi non sarà in vigore prima del 2015.