Soldi ai partiti: il testo base slitta a dopo le elezioni amministrative

Pubblicato il 3 Maggio 2012 15:03 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2012 15:40

Mario Monti e Giorgio Napolitano (Lapresse)

ROMA – Slitta alla prossima settimana, cioè a dopo le amministrative, il deposito del testo base sul finanziamento e sul controllo dei bilanci dei partiti. I relatori Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl) hanno chiesto più tempo per una messa a punto tecnica. Il nodo, spiega Stracquadanio (Pdl) “è sull’ultima tranche rimborsi”. La “rigenerazione” dei partiti e la ritrovata fiducia dei cittadini passa però necessariamente attraverso la nuova legge sul finanziamento delle forze politiche e su bilanci controllati.

Oggetto del contendere quindi l’ultima tranche dei rimborsi elettorali e la questione dei tagli del cosiddetto “corrente”. I relatori Bressa e Calderisi dovrebbero depositare il testo lunedì. Il nuovo calendario, fissato dopo la richiesta avanzata dagli stessi Bressa e Calderisi di avere più tempo per “una messa a punto tecnica”, prevede che il termine per gli emendamenti scada alle 18 di martedì della prossima settimana.

“Stiamo vivendo – spiega il capo dello Stato Giorgio Napolitano – tempi di crisi in cui è complicato fare un elenco delle oggettivazioni per definirne i vari aspetti. La politica è in affanno e le società lo sono in tutta Europa. Dobbiamo creare il rilancio anche attraverso la valorizzazione della cultura”. “E’ necessario – sottolinea Napolitano – il recupero di una dimensione morale e ideale del cinema e della cultura in genere” da parte del mondo della politica.

Il deposito del testo, che sarebbe dovuto avvenire giovedì mattina alle 11, slitta così a lunedì prossimo alle 15. E, di conseguenza, si sposta l’intero calendario dei lavori: martedì mattina il provvedimento messo a punto da Bressa e Calderisi dovrebbe venire adottato come testo base. Mentre nel primo pomeriggio sarebbe stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. Mercoledì, invece, si convocherà di nuovo l’ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali della Camera per fare il punto. ”E se si capirà che si farà in tempo ad esaminare il testo per farlo poi arrivare in Aula entro il 14, così come previsto dalla conferenza dei Capigruppo, bene. Altrimenti – spiega Roberto Giachetti del Pd – l’idea potrebbe essere anche quella di chiedere a Fini una settimana in più di tempo” per l’esame in Assemblea.

I relatori, dopo aver avuto una breve riunione nello studio del presidente della Camera, hanno redatto una breve nota ”ad uso dei cronisti” per spiegare il perchè del loro ritardo. E nel comunicato si legge che, siccome avrebbero deciso di ispirarsi al ”modello tedesco” prevedendo ”accanto al contributo per le spese elettorali, un nuovo sistema di cofinanziamento” e siccome si è prevista ”una drastica riduzione dell’ammontare complessivo delle risorse destinate ai partiti e ai movimenti politici”, questa operazione ”richiede una messa a punto tecnica”. Nonche’ ”l’armonizzazione con la normativa vigente”. Da qui la necessità di altri giorni di tempo per presentare il testo base.

La verità, fa capire invece Stracquadanio conversando con i cronisti, è che c’è ancora un ”nodo da sciogliere” e cioè ”se si dovrà ridurre e quanto l’ultima tranche dei rimborsi” che i partiti devono ancora riscuotere. I due relatori non hanno aggiunto altro osservando che ”tutto quello che i giornalisti devono sapere e’ contenuto nella nota”. Ma il malumore, soprattutto tra i dipietristi è evidente. ”Se fosse stato trovato un accordo all’interno della maggioranza sul punto – osserva sorridendo Antonio Borghesi (Idv) – non credete che il testo lo avrebbero già presentato?”.