Sondaggi. Non si arresta l’emorragia: nel 2008 il 62% era “fiducioso”, oggi la metà, il 31%

Pubblicato il 18 Aprile 2011 9:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2011 12:34

ROMA – La rilevazione di aprile eseguita da Ipr Marketing conferma il trend negativo sulla fiducia degli italiani in Berlusconi. I sondaggi mostrano un centrosinistra in lievissimo vantaggio (0,5%) sul centrodestra nelle intenzioni di voto. Nel campione esaminato si registra ancora una quota altissima di indecisi, attestati tra il  40 e il 42%.

Berlusconi. Su 100 intervistati meno di un terzo si dice “molto o abbastanza” fiducioso nell’operato del presidente del Consiglio, mentre il 58% esprime “poca o nessuna” fiducia nei suoi confronti e l’11% del campione risulta non avere un’opinione. La curva discendente che fotografa l’apprezzamento del premier presso l’opinione pubblica è stabile: rispetto al mese scorso Berlusconi ha perso due punti, 9 punti rispetto all’inizio dell’anno, di 17 rispetto al gennaio 2010, di 25 rispetto allo stesso mese del 2009. Rispetto al pieno di “fiduciosi” raggiunto dal Cavaliere nel 2008, il credito si è oggi esattamente dimezzato.

Intenzioni di voto. Per la prima volta, il centrosinistra raggiunge e supera di pochissimo il centrodestra. Un’ipotetica, molto ipotetica, coalizione (con Pd, Sel, Idv, Psi, Verdi e radicali raggiungerebbe il 41,5 (0,3% in più rispetto a marzo). E’ un giochino, quello di ipotizzare alleanze e teoriche coalizioni, che non tiene conto del ruolo, per esempio, dell’Udc, della formazione dei collegi ecc. In ogni caso il centrodestra (Pdl, Lega e altri) scenderebbe al 41% perdendo l’1,2%. Il Terzo Polo sarebbe sostanzialmente fermo (dal 13,4% al 13,5%). Il movimento 5 Stelle (grillini) sarebbe al 2% e Rifondazione-Pdci arriverebbero all’1%. Tra i singoli partiti, si registra il calo (dal 29% al 28%) del Pdl il cui trend appare decisamente negativo e anche la Lega Nord perde un mezzo punto pieno (dall’11,5% all’11%). Nel centrosinistra, bene il Pd (dal 26,5% al 27%), stabile (al 7,2% il Sel) e in calo (dal 5% al 4,3%) l’Idv. Nel Terzo polo si registra un piccolo travaso dall’Udc (dal 7% al 6,8%) a Futuro e Libertà (dal 4% al 4,2%). Gli spostamenti non sono numericamente molto significativi, ma esprimono un “sentiment” dell’elettorato che appare in movimento e, certamente, non a favore dei partiti di governo.

Governo e ministri. L’immagine appannata del premier trascina con sé una sfiducia generalizzata verso il governo, mentre anche il consenso ai singoli ministri è in fase decisamente calante. Il 23% (-3% rispetto a marzo) di intervistati che affermano di avere “molta o abbastanza” fiducia nell’esecutivo, I “negativi” hanno raggiunto quota 62% (+2%)e gli incerti aumentano di un punto al 15%. Tra i ministri Angelino Alfano (Giustizia), perde 3 punti, Roberto Maroni (molto esposto nella gestione dei rifugiati) ne perde addirittura 6 di punti. Perdono fragorosamente La Russa e Frattini (2 soli “fiduciosi” ogni dieci intervistati). Più in generale non c’è neppure un ministro che guadagni qualcosa.

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