Sondaggi, il lato oscuro: 3,2 milioni di astenuti in più dal voto di marzo

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 26 novembre 2018 10:11 | Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2018 10:11
Sondaggi politici, il lato oscuro: 3,2 milioni di astenuti in più dal voto di marzo

Sondaggi, il lato oscuro: 3,2 milioni di astenuti in più dal voto di marzo (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Sondaggi, il lato oscuro. Già, perché un lato oscuro dei sondaggi relativi alle potenziali intenzioni di voto c’è. Oscuro non perché cattivo o maligno o chissà cosa. E neanche oscuro perché celato, nascosto, negato alla vista. No, semplicemente oscuro perché nessuno ci guarda, nessuno guarda in quella direzione. A volgere lo sguardo invece verso il lato oscuro dei sondaggi elettorali si vede una cosa grande assai: dal 4 marzo ad oggi i potenziali astenuti in caso di elezioni sono aumentati di 3,2 milioni.

Nando Pagnoncelli nel suo ultimo sondaggio per il Corriere della Sera lo nota. E indica questo fenomeno come chiave per capire correnti e gorghi in formazione nella pubblica opinione. Ma il dato dei tre milioni e passa di nuovi astenuti non ottiene nessun titolo di quotidiani e tv. E nessun commento di talk o di post. Chissà se i politici sono più attenti. Dovrebbero, la cosa li riguarda da vicino.

Tre milioni e passa di nuovi astenuti rispetto al voto del 4 marzo significa che qualche dubbio o almeno qualche speranza in meno sul governo Lega-M5S c’è. Comincia ad esserci tra la gente, tra l’elettorato l’idea che forse…

Questo è il primo dato: molti che hanno votato il 4 marzo oggi non saprebbero chi votare. E i più di questi molti sono elettori il 4 di marzo di M5S. E’ per questo fenomeno che M5S nei sondaggi scende al 27 circa per cento. Diminuisce la percentuale di M5S relativa a coloro che esprimono intenzione di voto. Ma tra coloro che non sanno oggi più chi votare gli ex elettori M5S sono i più. Di sicuro più degli elettori della Lega il 4 di marzo. Tra questi i nuovi astenuti sono pochi.

E quindi Lega al 36 per cento delle intenzioni di voto. Trentasei per cento tra chi ha oggi intenzione di voto. E’ quello che Pagnoncelli chiama effetto ottico: il crescente consenso, dilagante consenso alla Lega di Salvini si vede di più perché si restringe il campo di coloro che oggi sanno per chi votare e si allarga invece il campo dei nuovi astenuti.

Tre milioni e passa di nuovi astenuti rispetto al 4 di marzo non sono poca cosa. Anzi in termini di sondaggi indicherebbero una fatica già quasi notevole del governo sulla scala del consenso. Ma così non è. Perché tra la pubblica opinione vige e regna un postulato quasi di massa. Che è: mai e poi mai quelli di prima.

Quindi se molti elettori, soprattutto ex elettori M5S, cominciano a sentire qualche puzza di bruciato nel grande pacco dono propagandato dal governo delle meraviglie annunciate, praticamente nessuno di questi elettori pensa di tornare a votare Pd o Forza Italia.

Imprenditori e anche piccoli artigiani e anche commercianti e anche professionisti che cominciano a sentir odore di boicottaggio reale all’economia reale da parte di M5S non per questo vengono sfiorati dall’idea di tornare indietro, a votare quelli di prima. Magari mutano il loro voto del 4 marzo da voto M5S a voto per Salvini. E più massicciamente passano momentaneamente nelle fila ingrossate dell’astensione.

Si assiste quindi al fenomeno di un governo sostenuto quasi da un plebiscito d’opinione iniziale. Plebiscito (il famoso 60 per cento tra Lega e M5S) che si lima lentamente e marginalmente. plebiscito che di certo non subisce erosione pari a quella di consenso subita da altri governi. E leggera è l’ abrasione del consenso al governo, leggera nonostante la pesantezza dei guai dal governo già portati (85 miliardi di risparmi degli italiani in fumo da spread, come da Banca d’Italia conteggiato). Leggera nonostante cominci ad esserci in giro qualche timore e sentore che va a finire male.

Ma sotto questa leggera erosione c’è uno smottamento. Rilevante, notevole. Milioni di elettori smottano per così dire verso l’astensione. Non si fidano più, non sono più entusiasti, cominciano a non crederci a quello che hanno votato nove mesi fa. Ma quelli di prima mai.

Dunque? Dunque il palazzo del consenso ai vincitori delle elezioni di marzo è ancora un grattacielo. E Salvini ne occupa l’attico, il super attico e si sta allargando a tutti i piani nobili. Ma sotto il palazzo, nelle fondamenta, c’è una condotta idrica che perde acqua. E bagna il terreno, ed erode la stabilità del grattacielo. L’elettorato non pensa per nulla a traslocare, il grattacielo svetta. Però potrebbe, infiltrazione d’acqua dopo infiltrazione, alla lunga d’un colpo inchinarsi, come una Torre di Pisa. E’ questo il lato oscuro dei sondaggi.