Sondaggio Carlo Sibilia: “Meglio Lino Banfi all’Unesco o Renzi?” Finisce malissimo

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 13:53 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 13:53
Sondaggio Carlo Sibilia: "Meglio Lino Banfi all'Unesco o Renzi?" Finisce malissimo

Sondaggio Carlo Sibilia: “Meglio Lino Banfi all’Unesco o Renzi?” Finisce malissimo

ROMA – Meglio Lino Banfi all’Unesco o il governo Renzi? E’ l’improbabile sondaggio lanciato da Carlo Sibilia sulla sua pagina Facebook. Il sottosegretario grillino agli Interni, sperava così di cavalcare in senso contrario l’indignazione sollevatasi dopo la nomina dell’attore pugliese a nuovo rappresentante italiano dell’Unesco. Ma non è andata affatto come si aspettava.

Questo il quesito esatto posto da Sibilia: “#LinoBanfi alla commissione Unesco in un’Italia con il #Redditodicittadinanza o Renzi presidente del consiglio? Con uno sapete già come è finita…”. Chiaro l’intento tendenzioso della domanda, ma un insperato 88% ha votato per Renzi contro uno sparuto 12% a favore di Banfi. Un clamoroso effetto boomerang, che ha chiamato a raccolta oltre 61mila votanti. Va da sé che il risultato possa essere stato falsato da un esercito di troll che avrebbe votato qualsiasi cosa pur di schernire il grillino campione di gaffe. Ma è comunque un risultato degno di nota.

Del resto Carlo Sibilia non è nuovo a clamorose figuracce. Oggi sottosegretario e al secondo mandato da deputato, è uno dei grillini più chiacchierati degli ultimi anni proprio a causa di certe sue uscite strampalate e complottiste. Il ricco catalogo delle sue gaffe comincia nel 2013 quando, alla vigilia delle elezioni, propose una legge per consentire a uomini e donne di sposare chiunque, compresi gli animali, “purché consenzienti”. L’anno seguente definì “una farsa” lo sbarco sulla Luna. Non era una battuta, come non lo furono le successive teorie cospirazioniste sul signoraggio bancario, l’odiatissimo gruppo Bilderberg, e altre assurde leggende metropolitane.

Sibilia è quello che accusò il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di essere stato corrotto con i rolex per aver posto la firma al decreto sui vaccini. Subito dopo la strage di Charlie Hebdo, insinuò: “Incredibile che a Charlie Hebdo sia rimasto ucciso l’economista Maris che denunciava irregolarità su emissione moneta”. E ha detto pure che l’attentato a Falcone e Borsellino fu “rivoluzionario” e ha accusato l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano di essere un boss della mafia. Insomma, chi più ne ha più ne metta.