Sondaggio Demos: Pd sale a 32%, Forza Italia crolla a 20%. Letta, fiducia a 40%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 ottobre 2013 9:21 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2013 12:55
Sondaggio Demos, Pd sale al 32% e Forza Italia crolla al 20%

Enrico Letta (Foto LaPresse)

ROMA – Pd al 32%, Pdl al 20% : momento magico per il Pd, grigio-nero per il Pdl. Enrico Letta in calo anche se va in testa alla hit parade dei politici, con la novità che ha scavalcato Matteo Renzi.

Il sondaggio Demos per Repubblica ridefinisce le posizioni della politica in Italia. Sulla stessa linea sono non meglio precisati sondaggi che riferisce il Corriere della Sera. Nell’insieme il tono dei giornali appare un po’ troppo trionfalistico per quanto riguarda le persone fisiche: le istituzioni partiti vanno meglio delle persone.

Nell’ultima rilevazione, il Pd è salito al 32% dal 25,4 delle elezioni politiche di febbraio e dal 28,5 di settembre; Forza Italia è al 20% rispetto al 21,6 delle politiche e al 26,2 cui era arrivata a settembre.

In un mese così il Pd, riunito sotto Enrico Letta, ha guadagnato 4 punti percentuali mentre il Pdl, scosso dall’ultima sceneggiata di Berlusconi e dalla divisione tra lo stesso  Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, ha perso 6 punti.

Il Movimento 5 stelle sale a secondo partito, registrando il 21% delle preferenze nel sondaggio e rimanendo vicino al 21,6% delle politiche. Stabili anche Sel al 3,8% nel sondaggio Demos, la Lega Nord che registra il 4,5% e Fratelli d’Italia al 2,4%. Dimezzai invece i consensi a Scelta Civica, che dall’8,3% delle politiche scende al 4,1%, mentre l‘Udc si attesta al 3,3%.

Sale anche la convinzione che il governo Letta durerà per oltre un anno: così è per il 40% degli intervistati. Numero in crescita da settembre, quando questa convinzione era condivisa dal 25,5% degli intervistati.

Nel sondaggio Demos, il governo guidato da Enrico Letta dopo il voto di fiducia esce rafforzato: il 33% degli intervistati chiede che il governo durerà non più di sei mesi, contro il 41% del mese precedente. Il 40% invece pensa che il governo durerà oltre un anno, mentre un mese fa ne era convinto solo il 25%.

Notevole differenza di fiducia tra Berlusconi e Alfano, spiega Ilvo Diamanti su Repubblica:

“Naturalmente, tensioni e cambiamenti, nel centrodestra, mostrano un’intensità maggiore. Anzitutto, sul piano della leadership. Silvio Berlusconi, infatti, è all’ultimo posto nella graduatoria dei leader politici italiani. Gli riconosce fiducia meno del 18% degli elettori. Dieci punti in meno rispetto allo scorso maggio. Il punto più basso da quando l’Atlante Politico di Demos conduce i suoi sondaggi. Angelino Alfano, il delfino che ha guidato l’ammutinamento contro il Capo, ottiene un consenso doppio: il 36%. Quasi 10 punti più di un anno fa. Se, fra gli elettori di Fi, Berlusconi è ancora il più apprezzato, nel centrodestra, Alfano prevale, di poco”.

Nel centrosinistra invece Matteo Renzi e Enrico Letta sono “simmetrici”:

“Nella graduatoria dei leader, infatti, Enrico Letta è primo (57%). Davanti a Matteo Renzi (53%). Destinato a diventare segretario del Pd. Alle prossime primarie, fra due mesi, non ha avversari. Tuttavia, la fiducia nel premier è legata al ruolo di governo. Mentre Renzi è, sempre di più, leader di partito e, dunque, una figura di “parte”. D’altronde, in caso di elezioni, Renzi resterebbe il candidato preferito dal 43% degli elettori di centrosinistra (e dal 45% da quelli del Pd). Anche se un terzo sceglierebbe Letta”.

Un trend di gradimento al ribasso viene invece registrato per tutti i politici tra maggio e ottobre. Il premier Letta passa da 62,6% di maggio al 56,9% di ottobre, seguito da Renzi che registra il 53,1% rispetto al 64,1% di sei mesi fa. Alfano è in lieve calo al 35,4% dal 36,1%, mentre il gradimento di Berlusconi passa dal 29,7% di maggio al 17,6%. Fabio Bordignon e Roberto Biorcio spiegano su Repubblica:

“In realtà, tutti o quasi i principali leader, quanto ad appeal personale, hanno perso qualcosa negli ultimi mesi: un segnale della diminuita fiducia verso la classe politica. Il cambiamento più rilevante riguarda indubbiamente Berlusconi: dopo il voto di fiducia, la sua popolarità è scesa ai minimi storici.”

E aggiungono:

“I primi due posti della graduatoria sono occupati dal presidente del Consiglio (57%) e dal sindaco di Firenze (53%), entrambi in calo rispetto a maggio. In particolare, i consensi per Letta sorpassano quelli per Renzi: si invertono così le posizioni rispetto a maggio. L’appeal dei due sembra oggi concentrarsi nell’area di centro-sinistra”.

Altri numeri,  purtroppo senza confronto con precedenti, sono dati da Marco Galluzzo sul Corriere della Sera.

“Dopo la fiducia, da poche ore, il governo è tornato oltre il 60% nei sondaggi che vengono letti anche a Palazzo Chigi, mentre la figura del presidente del Consiglio ha raggiunto un gradimento del 63%. Se in questo caso realmente il Parlamento ha riflesso il bisogno di stabilità degli italiani si tratta di indicatori che volgono all’insù in modo non inatteso”.