Sondaggio Europee, Pd in testa col 34,3%. M5s al 22,5%, FI 19,2%

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2014 9:08 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2014 9:33
Sondaggio Europee, Pd in testa col 34,3%. M5s al 22,5%, FI 19,2%

Sondaggio Europee, Pd in testa col 34,3%. M5s al 22,5%, FI 19,2%

ROMA – Il Pd resta in testa con il 34,3%. Nell’ordine seguono: M5S (22,5%), Forza Italia (19,2%), Nuovo Centrodestra (6,1%) e Lega Nord (5,3%). Queste le intenzioni di voto degli italiani per le Europee 2014: se si andasse oggi alle urne, solo questi partiti supererebbero la soglia del 4%. Partita ancora tutta da giocare per Fratelli d’Italia appena sotto la soglia, con un 3,9%. Leggermente più distanti Tsipras (3,3%) e Scelta europea (3,0%).

Un sondaggio del Corriere della Sera, traccia l’identikit dell’elettore italiano: l’euroscetticismo e i costi della politica, ad esempio, attecchiscono maggiormente tra gli elettori meno avvezzi a temi finanziari e macroeconomici, mentre restano più insensibili i ceti dirigenti e laureati.La stessa riforma del Senato, targata Renzi, è percepita più per ragioni di risparmio, specialmente tra i ceti popolari, che per snellimento dell’iter legislativo, tema più caro ai ceti maggiormente istruiti e dinamici.

Ma chi sono quelli che si recheranno alle urne il prossimo 25 maggio? Non giovani: il 40% ha più di 54 anni, le persone da 18 a 34 anni rappresentano solo il 23%. Poco istruiti: il 61% possiede solo la licenza media, inattivi (casalinghe, pensionati e disoccupati costituiscono la metà degli aventi diritto), si informano prevalentemente o esclusivamente attraverso la tv (54%).

Alla luce di ciò, secondo i dati del Corriere, si può considerare che l’elettorato del Pd è piuttosto anziano: gli over 65 sono il 33%, in aumento di 3 punti rispetto allo scorso anno. Notevolmente diminuita è invece la quota giovani, pari al 16%, con un 5% in fuga rispetto al 2013. L’elettore democratico è dunque pensionato, seguito da impiegati, casalinghe, operai.

Tutt’altro genere gli elettori a Cinque Stelle: il 61%  sono maschi e per lo più giovani (31%), solo il 7% ha più di 65 anni. Sono anche i più istruiti: il 45% è laureato o diplomato. Numerosi anche gli impiegati, operai imprenditori e autonomi, tutti in quote del 19% circa. Anche i grillini si informano prevalentemente tramite la tv (51%), ma va da sé che la quota di coloro che si informano tramite Internet (29%) è il doppio rispetto alla media nazionale (14%).

Molto diverso invece l’elettorato scisso tra Forza Italia e Ncd. Al seguito di Berlusconi è rimasta la componente matura e anziana (46%) mentre i giovani sono il 19%. Più giovani invece gli elettori alfaniani (26%). Oltre che più istruiti, mentre tra quelli di FI quasi tre su quattro hanno solo la licenza media, scarsi i laureati (appena il 6%). Gli alfaniani sono anche più attivi, in particolare i ceti dirigenti e gli autonomi pesano per il 21% (contro l’11% in FI) gli impiegati e gli insegnanti il 25% contro il 47% di casalinghe e pensionati al seguito di FI.

Svolta in rosa per la Lega Nord che conta più elettrici nel proprio bacino, soprattutto per ragioni anti-euro (cui le donne sono più sensibili). Appartengono a tutte le età, e sono decisamente meno istruiti: il 70% possiede al massimo la licenza media. La quota di lavoratori autonomi e disoccupati è superiore rispetto agli altri partiti.

Gli elettori di Scelta europea sono maschi, non giovani ma molto istruiti (due su tre sono laureati o diplomati). Maschile anche l’elettorato di Fratelli d’Italia: prevalentemente pensionati e dirigenti. Al seguito della Lista Tsipras invece ci sono donne (61%) e giovani (34%):  il 30% è laureato, il 35% diplomato, uno su quattro è impiegato.