Sondaggio Mannheimer: 6 su 10 nel Pd aprono sull’articolo 18

Pubblicato il 4 Marzo 2012 10:06 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2012 10:52

ROMA – Secondo un sondaggio di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera sei democratici su 10 aprono sull’articolo 18 ed eventuali modifiche, così come il Pd è spaccato tra pro-Tav e No Tav. La polemica tra Walter Veltroni e Nichi Vendola su chi è più di sinistra in realtà è solo l’esasperazione di fratture interne presenti nel centro sinistra, in primis nel Partito democratico.

Si legge sul Corriere della Sera:

Una consistente minoranza (39%) rifiuta qualunque ipotesi di mutamento del testo attuale della norma. Solo il 13% dichiara invece senza alcun dubbio l’utilità di un sensibile rinnovamento della stessa. Ma a costoro va forse aggiunto quel 44% che ritiene ammissibile una modifica «purché accompagnata da provvedimenti per una maggiore tutela e una formazione di chi rimane senza lavoro». All’interno dell’elettorato del Pd si riproduce una suddivisione per molti versi analoga. Il 40% degli elettori del partito di Bersani si esprime contro ogni possibile modifica dell’articolo 18, riproducendo quindi, in parte, le posizioni di Vendola. Il 58% è invece più possibilista, benché, anche al suo interno, la gran parte richieda «maggiori tutele» a fronte di una attenuazione dei vincoli imposti dalla norma.

Il Pd però è spaccato anche sulla Tav e le manifestazioni del movimento contrario alla grande opera in Val di Susa.

La maggioranza (50%) dei votanti per il partito di Bersani non condivide l’ostilità al progetto in questione, collocandosi così nella linea indicata dal segretario del partito. Ma si tratta di una maggioranza così risicata da mettere nuovamente in luce l’esistenza di una spaccatura interna (presente peraltro in qualche misura anche nel Pdl, ove una maggioranza assai più consistente — il 66% — approva il progetto Tav, ma un forse inaspettato 30% reputa «giustificata» l’opposizione).