Sondaggio: il Pdl recupera. Pd in calo per l’effetto Grillo

Pubblicato il 30 ottobre 2011 12:14 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2011 16:37

Pd, Pdl ROMA – Il Pdl recupera voti nonostante tutto, il Pd “tafazzista” invece li perde: effetto delle sue lotte interne (vedi i rottamatori di Matteo Renzi) e il cosiddetto “effetto Grillo”. Questi i risultati di un sondaggio commissionato a Renato Mannheimer dal ‘Corriere della Sera’.

Nonostante le molteplici difficoltà che è costretto a fronteggiare il gioverno, l’esecutivo gode di un elemento che gioca a suo favore: anche le forze di opposizione sono travagliate da analoghi conflitti interni che rende anche per loro assai complesso esercitare un’azione incisiva.

Il centrosinistra e lo stesso Pd appaiono agli occhi degli elettori divisi su scelte e orientamenti fondamentali, come il giudizio sulle richieste contenute nella lettera inviata a suo tempo dalla Bce, l’opportunità di rendere più flessibili i contratti di lavoro e la proposta di elevare l’età pensionabile.

Vediamo i numeri:

CENTRO SINISTRA

PD 25,9%

IDV 6,8%

SEL 7,8%

ALTRI 3,4%

TOT. 43,9%

TERZO POLO

UDC 6,9%

FLI 5,2%

API-MPA 1%

TOT. 13,1%

CENTRODESTRA

PDL 26,4%

LEGA NORD 8,7%

LA DESTRA 1,5%

TOT. 38,8

Il quadro di incertezza finisce così per favorire l’area di centro vista come possibile alternativa alla scelta diretta verso le due coalizioni maggiori e, trend che per molti potrebbe costituire una sorpresa, si registra un lieve incremento del seguito virtuale del Pdl (forse per un ritorno degli “Indecisi”) con la contemporanea erosione del consenso al Pd, con una parte dei volti che finirebbero ad ingrossare le file del Movimento di Grillo (che si assesta al 3,4%).

Al di là di questi mutamenti parziali, però, il quadro complessivo delle intenzioni di voto resta sostanzialmente stabile e continua a vedere il centrosinistra superare — attualmente di 7 punti — il centrodestra.

Infine, il provvedimento di cui più si è discusso in questi ultimi giorni, l’elevamento dell’età pensionabile, suscita diffuse perplessità. Solo l’8% degli italiani lo giudica “molto opportuno”, mentre un altro 12% lo definisce “abbastanza opportuno”.  La percentuale di contrari appare più elevata tra i votanti per i partiti di opposizione e per la Lega, ma è molto consistente anche all’interno della base elettorale del Pdl.