Il sorpasso c’è: Pd, con Vendola e Di Pietro, supera Pdl e Lega. E Fini vola all’8%

Pubblicato il 18 novembre 2010 12:30 | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2010 12:41

Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani

Il sorpasso è avvenuto, almeno secondo i sondaggi che, si sa, cambiano umore in breve. Il dato è comunque rilevante: il Pd alleato con Vendola e l’Italia dei Valori, riesce a superare il Pdl alleato con la Lega. Anche se Bersani ha poco da rallegrarsi. Il risultato è arrivato perché i suoi alleati sono in ascesa, mentre il Pd è fermo al 25%. E può contare su un calo inesorabile di Berlusconi.

Il sondaggio è realizzato da Demos e pubblicato da Repubblica: il Pdl è calato fino al 26% mentre la Lega arriva al 10,4%. Insieme quindi fanno all’incirca un 37%. Il Pd, che comunque non si muove dal 25% dei consensi, insieme a due alleati in crescita come Sel di Vendola e all’Idv di Di Pietro (entrambi al 7% circa ciascuno) arriva a toccare il 40%.

Di pochi punti percentuali, quindi, l’Ulivo (ossia una coalizione che raggruppa Pd e partiti di sinistra) supera il Pdl.

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L’area di centro poi è sempre più in movimento, arrivando complessivamente al 16% delle preferenze. Futuro e Libertà vola all’8,1%, guadagnando 2 punti rispetto a due mesi fa. Migliora il risultato anche l’Udc di Casini, al 6,7% rispetto al 6,3 di settembre. Aggiungendo anche l’Api di Rutelli ecco che la coalizione centrista (che per ora è ancora “in progress”) arriverebbe al 16%.

Il risultato però è controverso: se si andasse a votare con questa legge elettorale l’Ulivo guadagnerebbe la maggioranza (anche se risicata) solo alla Camera, ma non al Senato dove nessuna coalizione raggiungerebbe la maggioranza, lasciando quindi spazio a nuove (e magari inaspettate) alleanze.

Anche il gradimento dei leader riserva qualche sorpresa. Amara per Berlusconi, che ottiene la fiducia del 30% degli italiani (solo due mesi fa era al 35%). Vendola invece fa la parte del leone: guida la classifica dei leader più graditi con un 48%, qualche punto in più rispetto a Bersani ma anche rispetto a Tremonti, l’uomo di destra finora più accreditato dai sondaggi.