S&P: “Italia si è unita al ballo”. Ma in campagna elettorale tutti recitano il funerale

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 11 gennaio 2018 14:16 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2018 14:16
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S&P ottimista, ma in campagna elettorale tutti recitano il funerale

ROMA – S&P, cioè una delle maggiori agenzie di rating internazionale. Quelle agenzie che ci hanno spesso bocciato, condannato, messo in difficoltà, danneggiato. E quindi ci sono diventate altamente antipatiche. In Italia abbiamo fatto perfino indagini contro di loro, si è mossa perfino una Procura, cercando dove fosse il crimine di darci pagelle insufficienti in bilancio, finanza, economia. Il crimine non si è trovato, ma forte resta la convinzione che giochino non pulito contro di noi le agenzie di rating, non manca in Italia chi imputa loro concorso in golpe anti governo (Berlusconi). Stanno sul gozzo le agenzie di rating alla destra quando si occupano di leggi di bilancio e ai sindacati quando si impicciano di produttività. E stanno sul gozzo al Pd tanto quanto a M5S e gli italiani quando parlano le agenzie di rating ormai sono addestrati a fare Bhuuu…come allo stadio.

Beh, stavolta S&P per bocca del suo capo economista Michel Six ci ha promosso, ha detto che in Italia va bene. Va meglio di prima di sicuro, va quasi bene. L’anno scorso e quest’anno va meglio, anzi va bene. Michel Six ha usato un’espressione precisa: “L’Italia si è unita al ballo delle ripresa”. E mentre lui parlava i dati delle vendite al dettaglio, insomma i dati del Natale, confermavano che va meglio anche nei negozi e simili: si è speso circa un punto e mezzo percentuale in più dell’anno prima. Però la frase, anzi la constatazione dell’Italia che “si è unita al ballo della ripresa” fa uno strano e straniante effetto se calata nella campagna elettorale.

Nella campagna elettorale in corso tutti, attori, protagonisti, comparse, spettatori, pubblico…tutti recitano il funerale. Funerale e tutti si comportano come funerale fosse. Volti contriti, lacrime appena rattenute o versate. E lamenti, lamenti, lamenti. In campagna elettorale tutti dietro al feretro dell’economia, dei redditi, delle pensioni, del lavoro, del risparmio…tutti stramazzati e defunti. Stramazzati e defunti economia, pensioni, redditi, consumi, lavoro secondo il coro della campagna elettorale. Mentre tutti, lavoro, redditi, consumi, Pil, pensioni e tutti gli altri da dentro la bara dove la campagna elettorale li ha messi bussano e battono sul coperchio segnalando che loro sarebbero vivi, più vivi di prima, altro che morti.

Ma sono dewi vivi sconvenienti in questa campagna elettorale-funerale. Perciò la frase di S&P sull’Italia che si è unita al ballo da noi non verrà presa come un augurio, un sorriso benevolo. Al contrario verrà, viene presa come un’offesa, una provocazione. Vallo a spiegare a questi anglosassoni di S&P che oggi come oggi gli italiani si offendono, anzi si incazzano se uno gli fa un complimento per così dire economico. Siamo impegnati nel funerale elettorale, non è educazione sorridere. E così praticamente ogni giorno le cifre, i dati veri dei fatti economici di casa nostra non comunicano con quelli altrettanto veri dei fatti politici di casa nostra. C’è piena incomunicabilità tra le cifre dei nostri redditi, pensioni, consumi, risparmi, Pil e le cifre dei nostri sondaggi elettorali. S&P si informi prima di parlare.