Spataro contro Salvini. Gasparri: Fa politica. Quando sarà in pensione…

di Redazione Bllitz
Pubblicato il 7 dicembre 2018 12:34 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 12:34
Armando Spataro (nella foto) contro Salvini. Gasparri: Fa politica. Quando sarà in pensione...

Spataro (nella foto) contro Salvini. Gasparri: Fa politica. Quando sarà in pensione…

ROMA – Spataro contro Salvini, Procura di Torino contro Ministro dell’Interno. Maurizio Gasparri si schiera con Salvini contro Spataro- E un gruppo di magistrati avanza dubbi. Ci sono nuovi sviluppi nella polemica accesa dal procuratore capo della Repubblica di Torino Armando Spataro contro Matteo Salvini, ministro dell’Interno. All’origine, l’annuncio di una retata fatta dalla Polizia a Torino per ordine della magistratura, che aveva portato a sbaragliare una pericolosissima “mafia nigeriana”. I nigeriani sembrano fra i più forti candidati a emulare l’archetipo siciliano. Retate come quella torinese si registrano ogni tanto tempo in altre regioni.

L’attacco di Spataro a Salvini ha stimolato Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia: “Non so se sia un reato criticare Spataro. Penso che Salvini abbia a fianco a sé collaboratori in grado di dirgli quando una notizia sia divulgabile o quando debba invece rimanere riservata. Spataro, tra qualche giorno, andrà in pensione e di questo anche io sono lieto, si può dire?, perché così potrà svolgere con più libertà la sua azione che, talvolta, mi è sembrata anche politica. Ma sarà una mia valutazione sbagliata”.

 La controversia tra Spataro e Salvini aveva avuto inizio il 4 dicembre, quando il leader della Lega, dopo avere ricevuto una comunicazione ufficiale con la notizia dell’arresto, a Torino, di “15 mafiosi nigeriani”, da attivo comunicatore sui social quale è, un’ora e mezzo dopo aveva diffuso esultante la notizia via twitter  ringraziando le Forze di Polizia.

Il procuratore capo di Torino Spataro, però non aveva gradito e tramite un comunicato stampa aveva chiesto il silenzio al ministro accusandolo implicitamente di avere intralciato, con la diffusione della notizia, le indagini ancora in corso.

Il ministro ha interpretato la comunicazione di Spataro come un attacco politico, rivendicato il suo diritto di ringraziare pubblicamente le forze dell’ordine dopo che aveva avuto la comunicazione ufficiale degli arresti:

“Non si permetta nessuno di dire che il Ministro dell’Interno ha messo a rischio un’operazione di polizia perché ha voluto ringraziare gli uomini in divisa che hanno portato a casa questo eccezionale risultato. E lo dico col massimo rispetto della stragrande maggioranza dei magistrati, giudici, avvocati che mettono a repentaglio la loro vita per il bene del Paese. Però gli attacchi politici lasciamoli fare ai politici che si candidano alle elezioni, a meno che uno non si voglia candidare alle elezioni” aveva scritto Salvini su Facebook.

Con una nuova nota, Spataro  il 6 dicembre ha precisato che  l’operazione contro la mafia nigeriana è stata chiusa la sera di mercoledì 5 con 9 arresti e 6 latitanti e ha sottolineato che la Procura è l’unica competente “alla gestione e autorizzazione alla diffusione delle conseguenti informazioni”.

Quasi a voler sottolineare che le informazioni date da Salvini erano inesatte e provenienti da fonte non autorizzata.

Nella polemica è intervenuto anche il CSM, il Consiglio superiore della Magistratura, che si è stretto intorno al procuratore Spataro. L’esame del caso Spataro-Salvini da parte del CSM ha anche messo in luce una differenza di posizione all’interno dei magistrati nell’organo di autogoverno della categoria. È emersa una differenza di posizioni tra le due correnti del CSM, con Magistratura Indipendente, che ha definito inusuale comunicare col ministro attraverso un comunicato, e Area che ha chiesto di aprire una pratica per tutelare Spataro.

I consiglieri di Mi, sembrano dubitare che il tweet di Salvini abbia prodotto dei danni alle indagini. Cosí si sono espressi sulla loro pagina Facebook:

 “Non abbiamo elementi per dire se le dichiarazioni del Ministro dell’Interno abbiano o no messo a rischio le meritevoli indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Torino. Certo si fa fatica a pensare che alle 8.57 del mattino, dopo la forse parziale esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare con una operazione verosimilmente iniziata alle prime luci dell’alba, gli altri soggetti ancora non rintracciati abbiano appreso della sussistenza della esecuzione della citata ordinanza leggendo il tweet e si siano dileguati. Del resto, lo stesso Procuratore della Repubblica pare abbia saputo del tweet alle ore 12, come riportato da organi di stampa”.

Nella sua presa di posizione, Gasparri afferma anche che vorrebbe parlare in privato con Spataro di alcune sue affermazioni fatte in passato che, secondo Gasparri, si sarebbero poi rivelate infondate :

“Quando non avrà più la toga sulle spalle, se capiterà, vorrò confrontarmi con lui, su alcune affermazioni sconcertanti che ancora ricordo, che mi capitò di ascoltare quando ero vicepresidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Sono materie coperte da segreto, anche a molto tempo di distanza, quindi non le twitterò e non le divulgherò. Resta il fatto che, molto tempo dopo, resto ancora meravigliato di quanto Spataro ci venne a dire su materie delicate, venendo, a mio avviso, clamorosamente smentito dai fatti, qualche tempo dopo. Ricordo a me stesso questo episodio per dire che nessuno è infallibile. Nemmeno Spataro. E quando vorrà, in condizioni di parità, confrontarsi su quelli che io ritengo siano stati i suoi errori, io sono sempre disponibile”.