Spending review, Bissoni: “La sanità non è un bancomat”

Pubblicato il 2 Luglio 2012 9:04 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2012 23:59

ROMA – La spesa per i farmaci ”sarà ridotta di circa un miliardo”. E poi ”ci sono i beni e servizi, quelli sanitari e quelli non sanitari, tipo le lavanderie o i pasti in un ospedale” sui quali è possibile ”introdurre criteri severi e precisi di costi standard”. Ma per Giovanni Bissoni, presidente dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), quando si parla di spending review non bisogna dimenticare che ”la sanità non era ricompresa nella famosa lettera della Bce” e non può essere sempre usata ”come un bancomat” in virtù del fatto che è un intervento ”facile” visto che ”lo Stato taglia ma la faccia la mettono le Regioni”.

Peraltro, ricorda Bissoni in una intervista al Quotidiano nazionale, ”la manovra 2011 aveva gia’ impostato una spending review di 17 miliardi, che dobbiamo ancora mettere a punto. Come facciamo adesso a programmare altri tagli?”.

Senza contare che ”le Regioni, specialmente le migliori, la spenging review la stanno facendo da tempo. Semmai i margini di risparmio stanno in quelle regioni in difficolta’ e sottoposte a piano di rientro”. Ma lì ”già si pagano più tasse e più ticket per ripianare il debito”.

Quanto agli acquisti di beni e servizi, Bissoni sottolinea poi che l’intervento sui ”beni sanitari” è più delicato perché ”comprare una protesi non è come comprare acqua minerale, ce ne sono molte e ognuna ha una sua particolarità”. E per mettere ”in qualche modo i prezzi di riferimento anche in questo campo” occorre ”coinvolgere i professionisti”.