Spending review, Grilli: “Doloroso, ma daremo ai privati ciò che è pubblico”

Pubblicato il 8 Giugno 2012 14:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2012 14:36

SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) – Sul fronte dei tagli alla spesa il governo aprira’ una ”fase due: dobbiamo avere una p.a. piu’ piccola”, avverte il viceministro Vittorio Grilli: ”Dobbiamo ridare al privato un bel pezzo di quello che oggi e’ pubblico, sono passaggi delicati, non e’ un processo indolore. Il governo ha la forza per farlo: lo faremo”.

Ci sara’ una ”fase due” dopo l’impegno contro gli sprechi nella spesa: ” Dobbiamo rifare il perimetro della Pubblica amministrazione, dirci che dobbiamo avere una pubblica amministrazione piu’ piccola”, spiega il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, alla platea del convegno degli imprenditori under40 di Confidnustria. E’ ”un messaggio fondamentale e giusto”, sottolinea: ”Dobbiamo ridare al privato un bel pezzo di quello che oggi e’ nel pubblico, ma sono passaggi molto delicati, e sicuramente non e’ un processo indolore. Credo che la forza per farlo questo governo ce l’abbia: lo faremo”.

aggiunge: ”Dobbiamo garantire le cose che dobbiamo fare al costo giusto, ed il resto chiudere”. Per Grilli ”questa e’ la strada giusta”: Bisogna ”riparametrare” la P.a. ”in termini di servizi e di patrimonio pubblico”, ci sono cose da ”rimettere sul mercato, privatizzare”, come sul patrimonio immobiliare o nelle partecipazioni.    Piu’ in generale, dice Grilli, l’azione del governo sul fronte della spending review e’ ”molto complicata e difficile, perche’ non esistono un settore pubblico ed uno privato antagonisti”. Servirebbe una ”sinergia”. Ma in Italia ”noi non siamo cosi’ come un Paese G7 dovrebbe essere, dobbiamo fare una profonda trasformazione del settore pubblico”. E ”purtroppo la parte piu’ facile e’ gia’ stata fatta, sul fronte della lotta agli sprechi (”anche se non dico che non ci siano piu’ sprechi”, sottolinea), nel senso di fare le stesse cose spendendo meno e cercando di essere piu’ efficienti. La logica spesso criticata dei tagli lineari”. Ora si guarda anche ”ad una seconda fase, la fase due”.