Spending review? Stampanti e pc pagati anche il 70% in più

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2015 10:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2015 10:45
Spending review? Stampanti e pc pagati anche il 70% in più

(Foto d’archivio)

ROMA – Stampanti, benzina, computer e persino risme di carta usate da enti pubblici e Asl e comprate senza passare dal Consip, pagando fino al 70 per cento in più. La denuncia arriva da ministero del Tesoro, che chiede una stretta non tanto sugli acquisti, ma su i canali attraverso i quali si acquista, avendo come obiettivo il risparmio di un miliardo e mezzo dal 2016 e di circa otto miliardi nei prossimi tre-quattro anni, scrive Roberto Petrini su Repubblica. 

La spending review per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni stima un risparmio di 127 miliardi all’anno, di cui 67 nella sanità. Un modo per tagliare i costi ci sarebbe: basterebbe che lo Stato acquistasse quello di cui ha bisogno passando per la Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, cui spetta il compito di bandire gare e fare gli acquisti puntando al prezzo “convenzionato” più basso di quello di mercato. Solo che, spiega Petrini, solo 38 miliardi di acquisti dello Stato passano sotto la Consip.

“Proprio per questo la legge di Stabilità allargherà il suo spettro di azione per circa 40 miliardi di acquisti. Obiettivo: maggiori risparmi del 20 per cento nei prossimi anni e di 1,5-2 miliardi fin dal 2016. La situazione, nonostante gli sforzi, è infatti ancora critica. (…) I prezzi a consuntivo pagati dalla pubblica amministrazione (enti locali in primis) di molti prodotti restano alti, segnando ancora una forte differenza tra quanto è acquistato dalla Consip e quanto riesce a sfuggire ai «compratori» del Tesoro.

Ci sono esempi di articoli molto diffusi come una stampante individuale che possono essere acquistati dalla Consip per soli 39 euro, ma che se si comprano sul mercato aperto possono arrivare a costare fino a 122 euro. Casi clamorosi anche per un personal computer desktop ultracompatto che sul libero mercato viene pagato dallo Stato 445,91 euro e quando rientra nei protocolli Consip è soggetto ad un risparmio del 25,8 per cento. Anche per la telefonia tra fuori convenzione e convenzione la pubblica amministrazione può arrivare a pagare il 22,6 per cento in più. Senza contare la benzina che sul mercato lo Stato paga il 12,2 per cento in più rispetto ai carburanti targati Consip. Persino le celebri risme di carta A4 con la Consip costerebbero il 2 per cento in meno rispetto a quanto si spende nella cartoleria sotto il ministero o nel vicino centro commerciale”.

Adesso, spiega Petrini,

“tutti gli occhi sono puntati sulla legge di Stabilità con l’obiettivo di riportare il maggior numero possibile di prodotti all’interno della Consip, rafforzando il principio di obbligatorietà e prevedendo penalità. Si prevede dunque che almeno altri 40 miliardi di acquisti entreranno nei protocolli con risparmi pari al 20 per cento spalmati, progressivamente per evitare di creare posizioni di dominio sul mercato, nei prossimi tre-quattro anni e di 2 miliardi fin dal 2016 che, per prudenza, saranno cifrati in 1,5 miliardi”.