Spending review, resistenza dei ministeri. E l’idea “sciopero generale”

Pubblicato il 3 luglio 2012 10:04 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2012 10:05
mario monti

Mario Monti (foto Lapresse)

ROMA – Aria di tagli per Sanità, Giustizia, Difesa, Istruzione, ma ministeri e sindacati non ci stanno e annunciano la “resistenza” contro Monti: il governo aveva annunciato, nell’ambito della spending review, una drastica riduzione di personale nei ministeri. Si parlava del 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendenti. Ma ora, come sottolinea Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera, i ministeri hanno fatto sapere che non ci stanno e che i loro organici sono adeguati alla mole di lavoro da svolgere. Intanto, però, ogni ministero costa allo Stato un miliardo al giorno.

Nel mirino del governo i ministeri di Istruzione, Giustizia, Interno, Sanità ed Esteri. Ma i sindacati hanno annunciato barricate su questo terreno e non escludono lo sciopero generale:  ”Se servirà, lo faremo”, dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, reputa ”inaccettabili” i tagli al sociale. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, auspica che il risultato si traduca in meno tasse sulle imprese e più sviluppo.

Queste sono le previsioni di risparmio che il governo spera di ottenere con la spending review.

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Tagli su farmacisti e ambulatori

L’intenzione è di tagliare 8-9 miliardi in due anni e mezzo con interventi sui listini prezzi, che si dovranno adeguare alle tariffe fissate dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali e dall’Authority per i contratti pubblici. Previste penali per le Asl e gli ospedali che firmeranno contratti a prezzi più alti. Industriali e farmacisti inoltre dovranno aumentare, peri prosismi sei mesi del 2012, lo sconto obbligatorio per i medicinali mutuabili.

Taglio dei dipendenti pubblici

Il risparmio previsto va dai 400 agli 800 milioni di euro. Per attuarlo, dovrebbero esserci accorpamenti nei ministeri, tagli di dirigenti (ce ne sarà uno ogni 40 dipendenti), riduzioni dei buoni pasto. Da verificare il taglio dei dipendenti: potrebbero saltare 10-30 mila posti. E ancora, a rischio permessi, distacchi, consulenze e auto blu.

Difesa

Potrebbe esserci il rinvio di un anno per le spese di programmi di armamenti e un parziale rientro del contingente impegnato in Afghanistan.

Ministeri: acquisti mirati

Una maggiore attenzione alla spesa dovrebbe essere ottenuta con le centrali uniche di acquisto per le forze dell’ordine. Saranno inoltre individuate forme di razionalizzazione di spesa uguali per tutte le forze dell’ordine, mentre le gare per carburanti, vestiario, catering, facchinaggio saranno soggette alle regole della Consip.

Cda enti pubblici

Per quanto riguarda enti e società pubbliche, i Consigli di amministrazione saranno snelliti e le buste paga saranno bloccate, con vincoli alle assunzioni. Riducendo a tre il numero dei membri del Cda si taglierà circa il 30% delle poltrone.

Meno carta negli uffici

Utilizzando i file dei computer al posto si conta di risparmiare 6 miliardi l’anno.